La rivoluzione culturale di Murakami

by Giorgia Chiaro
Haruki Murakami

Tutti noi conosciamo Haruki Murakami, uno degli scrittori giapponesi più amati e pubblicati al mondo, anche se non ne abbiamo letto una sola opera. Con la sua scrittura ha abbattuto diverse barriere all’interno e all’esterno del suo paese. Forse perché ha iniziato con un jazz bar…

Un ponte tra Oriente e Occidente

Più di ogni altra cosa, Murakami ha contribuito a far conoscere la letteratura giapponese al resto del mondo. Ed è riuscito a portare sostanziali cambiamenti anche nel modo di scrivere e di esprimersi della sua cultura. 

Murakami ambienta i suoi romanzi in Giappone, ma scrive come un occidentale

Murakami ambienta i suoi romanzi in Giappone, ma scrive come un occidentale della vita del suo paese. Pur rimanendo ancorato a storia e a tradizioni, ne svincola lo stile e lo rende più libero di esprimersi nella forma e nei contenuti.

"Norwegian Wood" di Haruki Murakami

“Norwegian Wood” di Haruki Murakami

La rivoluzione culturale di Murakami

Attraverso le sue storie ha costruito un ponte tra Oriente e Occidente. È riuscito a far conoscere la letteratura giapponese al mondo, slegandola dai rigidi schemi del passato.

Con i suoi romanzi Murakami  ha superato la contrapposizione tra  letteratura cosiddetta “alta” e letteratura popolare. Dove l’aggettivo “popolare” perde la sua connotazione negativa e assume il significato del “per tutti”.

Murakami scrive  per tutti, riuscendo a mettere d’accordo critici letterari e lettori diversi in tutto il mondo.

Il mondo onirico di Murakami

Quando si legge Murakami ci si prepara a fare un viaggio in mondi fantastici.  Le sue storie sono ricche di magia, sogni, illusioni, fantasmi, immagini che vanno oltre la comprensione razionale.

Queste suggestioni rappresentano una delle caratteristiche della sua narrativa, ciò che lo ha consacrato come uno degli scrittori più apprezzati al mondo. Le sue trame sono spesso bizzarre, popolate da creature misteriose, universi paralleli, personaggi grotteschi e incubi.

"Kafka sulla spiaggia" di Haruki Murakami

“Kafka sulla spiaggia” di Haruki Murakami

Realismo magico in storie reali

Il suo “realismo magico” sembra prendere ispirazione da quello sudamericano. Ma in Murakami si trasforma in qualcosa di diverso, contaminandosi con la  cultura secolare giapponese che attinge anche dalle fiabe e dalle credenze popolari.

Realismo magico in stile giapponese

Dunque, si potrebbe pensare di categorizzare le opere di Murakami sotto l’etichetta del fantasy, ma non è così.

La parte soprannaturale viene ambientata in  storie dure, crude, che analizzano l’esistenza in maniera fin troppo realista e cinica. E mettono al centro l’introspezione e lo sviluppo psicologico dei personaggi.

Fa eccezione il romanzo Norwegian Wood, una storia che non vira sul fantastico, ma è costruita sui sentimenti e le relazioni interiori con note vagamente autobiografiche.

Una penna originale

Se i contenuti rappresentano una parte importante nei romanzi di Murakami, anche lo stile ha un ruolo fondamentale per definire la sua identità letteraria. 

La scrittura di Murakami è ispirata dai classici europei e dai titoli del Novecento statunitense come mai nella letteratura del suo paese prima di lui.

Sul suo sito si può leggere che la sua opera è stata influenzata tra gli altri dal grande scrittore di racconti Raymond Carver, da Franz Kafka, da Gustave Flaubert, da Francis Scott Fitzgerald.  Di Carver – che ha conosciuto personalmente e stimato – è anche stato traduttore nel suo paese

"1Q84", volume 1 e 2, di Haruki Murakami

“1Q84”, volume 1 e 2, di Haruki Murakami

I riferimenti alla musica e alla letteratura

È bello andare nei romanzi di Murakami alla ricerca di riferimenti a musica e letteratura. Nelle sue pagine si trovano spesso citazioni di opere musicali che  danno addirittura il titolo ad alcuni dei suoi romanzi. Dance dance dance e Norwegian Wood  sono, per esempio, titoli di canzoni, rispettivamente dei Beach boys e dei Beatles.

Ma anche i libri sono sempre presenti nelle sue storie. Molte sono le menzioni dei classici della letteratura più amati dallo scrittore.  Il grande Gatsby, per fare un esempio, è citato più volte  in Norwegian wood.

I riconoscimenti mondiali

I riconoscimenti al suo lavoro non sono mancati: Steven Pool del The Guardian nel 2000 lo ha definito il più grande romanziere vivente per il suo lavoro e i risultati ottenuti durante la sua carriera.

Murakami è tra gli autori più importanti nel suo paese e a livello internazionale, tradotto in oltre 50 lingue. Il suo lavoro gli ha procurato molti altri riconoscimenti prestigiosi, tra cui il Gunzo Award, il World Fantasy Award, il Frank O’Connor International Short Story Award, il Franz Kafka Prize, e il Jerusalem Prize.

"1Q84", volume 3, di Haruki Murakami

“1Q84”, volume 3, di Haruki Murakami

Un carattere schivo e riservato

Ma, cosa piuttosto rara nel mondo letterario, Murakami non sembra molto interessato ai premi, tanto da aver chiesto di ritirare la sua candidatura al Nobel.

Murakami si è sempre tenuto distante dalle luci della ribalta. Preferisce raccontare delle storie che gli consentano di entrare in contatto con i suoi lettori, piuttosto che partecipare ad eventi sociali.

Nel suo “il mestiere di scrivere”  ha dichiarato che  vincere premi non è sempre un indicatore  di qualità. Sono i lettori che lo leggono e lo seguono con passione e ne comprano libri il miglior riscontro al suo lavoro.

La vita di Murakami Haruki e le sue passioni

Haruki Murakami nasce a Kyoto nel 1949.  Cresce a Kobe e si trasferisce a Tokyo appena finito il liceo per studiare all’università. Sono gli anni delle rivolte studentesche, periodo che ritornerà spesso nei suoi romanzi.

Dopo la laurea sposa Yōko Takahashi – che è ancora sua moglie – e inizia a esplorare la prima delle sue due grandi passioni, la musica. Apre un un locale che con il tempo si trasforma in un Jazz bar, ritrovo di artisti e musicisti dal vivo.

"Il mestiere di scrivere" di Haruki Murakami

“Il mestiere di scrivere” di Haruki Murakami

Dal Jazz bar agli esordi nella scrittura

Murakami è sempre molto riservato sulla sua vita privata, ma racconta che l’idea di cominciare a scrivere gli è venuta quasi per caso, attraverso una sorta di illuminazione, mentre giocava a baseball. 

Ma se la decisione di scrivere è stata, per così dire improvvisa,  sono state costanza e determinazione ad averlo trasformato in un scrittore di successo, come racconta lui stesso ne Il mestiere di scrivere.

Lui si alza molto presto la mattina e, dopo una buona corsa, si siede nel suo studio e comincia a scrivere. Tutti i giorni, non saltandone mai uno.

Costanza e determinazione

 Murakami racconta di aver trascorso tutte le sere a scrivere, seduto al tavolo della cucina, dopo aver chiuso il locale e finito di lavorare.

E una volta terminata la prima stesura, di aver  buttato il testo nel cestino e riscritto  tutto da capo perché il lavoro  non lo convinceva.

È stato così per  suo primo romanzo, Ascolta la canzone del vento. Lo ha scritto prima in giapponese, poi non contento del risultato finale, ha deciso di riscrivere tutto in inglese e di ritradurlo dall’inglese al giapponese.

Con questo metodo ha creato un suo stile originale che mette al centro  parole, fatti e  storie, pulendoli dai fronzoli e dalle ridondanze.

Le opere

La produzione di Murakami è ricca e contraddistinta da una estrema varietà, per questo motivo ha senso parlare solo alcune opere che sono state tradotte e pubblicate in Italia, a cura di Giulio Einaudi editore, tradotte per la maggior parte da Antonietta Pastore. Vi segnaliamo qui le più significative che riteniamo importanti per iniziare a conoscere Murakami e per avvicinarsi meglio all’autore.

La città e le sue incerte mura è l’ultimo attesissimo romanzo di Murakami Haruki ma non è stato ancora tradotto in Italia.

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