«A proposito, com’è quella storia di zum, zom… Come diavolo si chiamano quelle cose per vedersi nello schermo? Vorrei saperne qualcosa di più e da domani voglio un computer mio». Il nonno affettuoso e partecipe del racconto di Francesca Negrizzolo fa parte della straordinaria, variegata galleria di personaggi che ben 240 amici della nostra community hanno ideato per questa edizione della Mini Sfida Creativa.
La risposta è stata entusiasmante, sia per il numero di partecipanti sia per la qualità media degli scritti che ci sono arrivati. Il tema della Mini Sfida, “Un dialogo che non dimenticherò mai”, richiedeva appunto di scrivere un dialogo tra due personaggi.
Il ruolo centrale del dialogo nei testi selezionati
Nei ventotto testi che abbiamo scelto, i protagonisti sono persone in coppia, della stessa famiglia o amici, ma non soltanto. I dialoghi si sviluppano anche tra insegnante e studente, tra l’artista affermato e quello esordiente fino ad arrivare agli abitanti di altri continenti o dell’universo. In tutti gli elaborati, come richiesto dalla Mini Sfida, il dialogo era il perno attorno al quale ruotava la storia.
La conversazione serrata
Il dialogo può essere fitto, come per esempio nel racconto di Lorenzo B, imperniato sulla rivelazione che un marito è costretto ad accettare: «Devi lasciarmi andare, Dario. Ti ho amato, mi hai amata. Non ho rimpianti. Quello che abbiamo avuto è stato unico e meraviglioso. Ma forse era destino…».
Oppure d’amore, come nel testo di Antonella Quondam Girolamo, con un lui e una lei che parlano d’amore. «Lei, distogliendo lo sguardo: ‘Alcuni ricordi fanno male’. Lui, a voce bassa: ‘Eppure continuiamo a custodirli’».
Poche battute significative
Oppure il dialogo può essere fatto di poche battute, come quelle che si scambiano i due teneri alieni (e i loro corrispettivi umani) di Stefania Hepeisen. «Noi non abbiamo materia e nostro figlio potrà essere solo un concetto, un’idea dolcissima che non potremo mai toccare. Questo mi fa sentire triste e incompleta come madre».
Oppure come quello tra la mamma e la figlia di Paola De Castro. «La sua voce era fioca, ma lo sguardo più acceso, aveva capito. Finita la favola, lei pronunciò il mio nome con tutta la voce che aveva».
Partecipanti di contorno
Ci possono anche essere interlocutori di contorno, come la commessa di libreria che intrattiene la piccola Elisa nell’attesa del suo papà, nello scritto di Elena Callegaro: «‘Queste gomme piacciono molto, come queste penne con gli unicorni. Si illuminano se premi forte’ fa cenno la commessa della libreria con fare complice. ‘Wow!’ ‘Eccomi! Buonasera… Ciao, Eli.’».
Lieto fine o abbandono
Il racconto può essere a lieto fine, come nel caso di Sara Pierangeli: «Con il cuore in subbuglio mi alzo e l’abbraccio, poi raccolgo lo strascico del vestito ed esco correndo per andare incontro alla mia felicità».
Può far sperare in una felice conclusione, come in Botti Capone: «Ho al fianco una donna diversa da quella che ho sposato.” “Ma vuoi che parli con lei?” “No, oramai è troppo tardi, l’amore è finito. Mi sono innamorato di un’altra donna, una che mi capisce, che mi ha sempre accettato per quello che sono».
Oppure può preludere a una rottura e un abbandono, come in Mariella Cantella: «Vivi, Mia! Lasciati trasportare… Dimentica il cervello e ascolta il cuore, anche se questo potrebbe portarti lontano da lui. Sei ancora in tempo per essere felice, di quella felicità delirante che solo l’amore sa dare. Il resto si aggiusta…».
Il dialogo ha comunque una funzione fondamentale
L’importante è il fatto che in ognuno di questi testi – che abbiamo privilegiato anche per le qualità di scrittura e costruzione – ci sia un dialogo che ha un ruolo centrale ed è il sostegno della vicenda, o ne chiarisce la natura e le motivazioni.
Prestare attenzione al tema
Molti, tra i tanti amici che hanno partecipato alla Mini Sfida, hanno però ignorato questa centralità e in parecchi hanno perfino tralasciato di inserire un dialogo nel loro scritto. Sembra paradossale, ma il desiderio di esprimersi ha evidentemente distolto l’attenzione dal tema oggetto di questa sfida.
È chiaro però che in generale, e in particolar modo quando si affronta una sfida, è di primaria importanza prendere in considerazione le richieste e rispettarle.
La funzione dell’editing e il valore della rilettura
Niente di grave: le competizioni come questa servono anche da palestra per tutto ciò che attiene alla scrittura. Va in questo senso la nostra decisione di pubblicare i 28 testi dopo averli sottoposti a revisione da parte di un editor.
Ogni modifica può essere un suggerimento per l’autore, che lavorando da solo non sempre è in grado di accorgersi di errori di distrazione, refusi, passaggi poco chiari, punteggiatura imprecisa, imperfezioni grammaticali, ma anche di incongruità e di immagini abusate. Il nostro consiglio, in ogni caso e per tutti, è di rileggere attentamente e pazientemente tutto ciò che si è scritto, possibilmente a distanza di qualche giorno, prima di considerarlo definitivo.
Grazie quindi a tutti gli amici che hanno aderito alla Mini Sfida Creativa che aveva come tema centrale la costruzione di un dialogo. Vi lasciamo alla lettura dei testi selezionati.
Ecco i nomi e i dialoghi scritti dagli amici della community
Ecco qui sotto i nomi e i testi che abbiamo ricevuto per la Mini Sfida Creativa dagli amici della community de Il piacere di raccontare.
Daniela Agostinone
Lorenzo B
Manuela Bisani
Barbara Bonelli
Elena Callegaro
Mariella Cantella
Botti Capone
Martina Cristofaro
Paola De Castro
Raffaella Gagliardi
Salvatore Grasso
Olga Graziano
Stefania Hepeisen
Valentina Malagnino
Debora Mancinelli
Laura Marini
Laura Massa
Barbara Mastronardi
Ivana Merlo
Francesca Negrizzolo
Leandro Nicolella
Cristina Paiano
Benedetto Patti
Sabrina Piazzon
Sara Pierangeli
Barbara Pucci
Antonella Quondam Girolamo
Elvira Verne
