La scrittura non è un gesto istantaneo. Dietro ogni contenuto c’è un tempo lento del pensiero.

by Marianna Porcaro
La scrittura non è un gesto istantaneo- Dipinto di Gianni Strino

Da quando mi occupo di content writing (creare contenuti scritti), mi sono abituata a sentire frasi che riducono la scrittura a un gesto istantaneo, come se bastasse sedersi davanti a una tastiera e riversare le parole sullo schermo. Ma non è così.

“In fondo, cosa ci vuole a scrivere?”

“In fondo, cosa ci vuole a scrivere?” dicono coloro che non si sono mai cimentati veramente, e che quindi affrontano il tema della scrittura con leggerezza. Come se la scrittura fosse una sequenza rapida, lineare di parole, misurabile in pochi minuti. Si dimentica, però, che i tempi della scrittura non coincidono mai con i tempi del contenuto.

La scrittura esige tempo

Sotto la superficie, la scrittura esige un tempo, spesso incomprensibile per chi si limita a leggere. Un tempo che si avvicina al tempo del pensiero, che è anche il tempo dell’esistenza. Cartesio ci ricorda: “Cogito, ergo sum”. Penso, dunque sono. E scrivere, in fondo, è esercitare fino in fondo il pensiero: sostare tra le pieghe delle idee, lasciare che la riflessione maturi, accettare la lentezza come unica via possibile per generare senso.

Prendersi il tempo per scrivere

Accettare la lentezza della scrittura per generare senso

Italo Calvino scriveva che “prendere tempo” non è mai tempo perso, ma il luogo in cui si costruisce la profondità. Roland Barthes parlava della “pausa feconda” come spazio in cui il testo prende vita, lontano dalla frenesia della produzione.

Ogni parola scelta è il risultato di un processo

Ogni parola scelta è il risultato di un processo, fatto di ricerca, silenzi, attese, domande che scavano nella profondità, ripensamenti e continue riscritture. Mentre il lettore spesso assorbe in un istante, chi scrive abita uno spazio in cui il tempo si allarga, si complica, si sporca di tentativi e di errori, fino a diventare esperienza vissuta.

Lo studio della scrittura

La complessità del pensiero

Questa asimmetria tra il tempo del lettore e il tempo dello scrittore è la grande zona d’ombra che nessuno racconta: il valore del contenuto nasce proprio dalla lentezza della sua creazione. Se oggi possiamo parlare di posizionamento psicologico del brand, di autorevolezza, di unicità, è perché qualcuno, prima, ha avuto il coraggio di andare oltre la fretta e immergersi nella complessità del pensiero.

Ogni contenuto della scrittura è la somma di tempi diversi 

Ogni contenuto efficace è la somma di molti tempi diversi: il tempo dell’attesa, il tempo dell’ispirazione, il tempo della revisione e, infine, il tempo brevissimo della fruizione.

Ma è in questa tensione, spesso ignorata, che nasce la vera qualità. Se c’è un messaggio che vorrei arrivasse chiaro a chi legge – a chi chiede con leggerezza, a chi consuma con distrazione – è questo: dietro ogni contenuto che vi sembra semplice, c’è un tempo lento, scelto, prezioso.

Nello spazio di silenzio e attesa c’è la differenza tra un testo che passa e
un testo che resta

Non sottovalutate mai la distanza tra chi scrive e chi legge: è lì, in quello spazio di silenzio e attesa, che si costruisce la differenza tra un testo che passa e un testo che resta. E allora, cosa ci vuole a scrivere? Ci vuole il tempo del pensiero, che è il tempo dell’esistenza. E per dirla con Cartesio: scrivo, dunque sono.

«La scrittura è un lento svelarsi, una stratificazione di silenzi che si fanno parola». Marguerite Yourcenar

In copertina, dipinto di Gianni Strino.
 

Ho una laurea in Scienze della Comunicazione, un master in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni e un secondo in HR Management: perché raccontare il mondo non mi basta, voglio anche comprenderne le dinamiche più profonde, umane, relazionali, viscerali.
Scrivo per dare un senso a ciò che senso non ha, per mettere ordine nel caos dei dettagli che sfuggono, per restituire dignità ai silenzi e alle sfumature. Quando scrivo, non lo faccio per insegnare cosa pensare, ma per tentare di capire. Ogni testo è una scena, ogni parola è parte di un ragionamento.
Appassionata di cinema, fotografia e musica, vivo di letteratura, arte e cultura come altri vivono di pane. Divoro libri, spettacoli, mostre e tutto ciò che riesce a smuovere qualcosa sottopelle. Collaboro con diverse riviste su temi culturali e diritti civili, seguo progetti di cinema e spettacolo come freelance e curo la comunicazione per aziende che vogliono raccontarsi davvero, e non solo apparire.
Il mio punto di vista? Sempre umano. Sempre irrinunciabilmente sensibile.
Ho un debole dichiarato per le relazioni: non quelle che si dicono, ma quelle che accadono. Creo connessioni tra parole e persone perché è lì che tutto inizia davvero: nel punto esatto in cui una voce trova ascolto e un pensiero trova casa.

Iscriviti
Notificami
guest
3 Commenti
Più recenti
Vecchi Le più votate

Potrebbe interessarti

Listen to this article