Il tempo lento dei lettori (e delle lettrici)

by Roberto Borgia

C’è qualcosa di profondamente controcorrente nell’aprire un libro. In un mondo che accelera tutto – risposte, emozioni, relazioni – chi legge si ritaglia uno spazio lento, silenzioso, e a volte perfino solitario. Ma non nel senso malinconico del termine: solitario come un orto coltivato a mano, come una stanza piena di sole dove ci si siede a guardare fuori. È un tempo diverso. Il tempo dei lettori.

Lo spazio controcorrente della lettura

Leggere non serve a niente. O meglio: non serve a niente di immediatamente utile, quantificabile, monetizzabile. E per fortuna. In un’epoca in cui tutto chiede una giustificazione, leggere resta uno dei pochi atti gratuiti, quasi ribelli, di cura verso sé stessi.

C’è chi legge per cercare conforto, chi per sentirsi meno solo, chi per capire meglio il mondo. Ma a volte si legge senza un motivo preciso, come si ascolta la pioggia cadere o si guarda il mare. 

Si legge per il gusto di ascoltare un’altra voce nella nostra testa, per lasciare che qualcun altro pensi con parole più limpide le cose che anche noi sentiamo, ma non sappiamo dire.

Un appuntamento segreto

E ogni lettura è una specie di appuntamento segreto. Tu e il libro. Anche se lo hanno letto in migliaia, per te sarà diverso. C’è una forma di intimità nel modo in cui un libro ti raggiunge. A volte ti accarezza, altre ti scuote. Alcuni libri si fanno spazio piano piano, altri arrivano come folgorazioni. Ma quando un libro ti parla davvero, è come se fosse stato scritto per te, e per te soltanto. Questo non succede sempre, ma quando succede, lo sai.

La lettura richiede attenzione, diponibilità all’incontro

Leggere è anche un gesto di fiducia. Fiducia nel fatto che quelle pagine – seppur stampate in serie, ripetute migliaia di volte – siano in grado di contenere qualcosa di unico, qualcosa che aspetta solo te. E richiede attenzione, disponibilità. È un incontro, non un consumo.

Spesso ci chiedono perché leggiamo

Ma forse è una domanda che ha senso solo per chi non legge. Perché chi legge, semplicemente, non potrebbe farne a meno. È parte della propria struttura interna. Come mangiare o dormire, o amare qualcuno. 

Una necessità che non ha bisogno di essere spiegata. La lettura è una compagnia discreta ma tenace: una lanterna accesa che ci aspetta, anche nei giorni più opachi.

E poi, diciamolo: leggere è anche un piccolo piacere segreto. Un rifugio, un lusso tascabile. Non costa molto, non richiede grandi preparazioni. Serve solo il tempo. E la voglia di perdersi un po’, per ritrovarsi altrove. O dentro.

In copertina, dipinto di Milankov

Sono cresciuto in una casa piena di libri. Sarà per questo che adoro le biblioteche ma soprattutto le librerie, girare fra gli scaffali e i ripiani pieni di libri, sfogliarli, respirarli.
Sono figlio di due ex camperisti con la passione per i viaggi. Sarà per questo che ho scelto una professione che mi portasse a girare, incontrare persone di paesi diversi, conoscerne le tradizioni, la cultura.

La curiosità stimolata dai viaggi e dalle letture ha aiutato. L'essere curioso mi porta ad informarmi sulle novità, a trovare strade diverse per fare le cose e a capire, anche per sommi capi, come funzionano le cose. Fare le cose come le abbiamo sempre fatte non fa per me.

Sono un convinto sostenitore dell'apprendimento continuo, credo sia qualcosa per cui tutti dovremmo trovare del tempo e leggere libri aiuta ad allargare i propri orizzonti, ricaricarsi e rifocalizzarsi, dare nuovo impulso alle proprie. Leggere mi rilassa, mi rende "pieno", mi fa "viaggiare con la mente".

A gennaio 2022 ho aperto un gruppo su LinkedIn, Il Club del Libro. Ho scoperto che il libro è uno strumento potentissimo di condivisione, di socialità, e sapere che un mio commento o una mia recensione faccia sì che un libro venga letto, ancor più se da una persona che da un po' non leggeva, mi da una scarica di felicità (altro che dopamina) che non ha paragoni.

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