In ogni vita arriva un momento in cui sentiamo la necessità di mettere un confine, di chiudere una porta, di lasciare andare qualcosa o qualcuno. È in quell’istante che pronunciamo, con un coraggio mai scontato, la parola «basta». 

Ed è proprio quel “basta” che lascia una pagina bianca per raccontare una nuova storia, dove “dimensionare” ciò che si è lasciati alle spalle e apprezzare ciò che invece la vita ti offre di “nuovo”.

Il potere della scrittura autobiografica

Anche questa volta la Sfida Creativa è stata accolta con entusiasmo dagli amici della Community. La scrittura autobiografica, si sa, è uno strumento potente: mentre realizzi una storia, ti guardi dentro e ricostruisci pezzi di te, con la speranza che anche chi legge possa riconoscersi e ritrovarsi in quelle parole.
Tra i racconti arrivati, alcuni hanno colpito per la loro intensità.

Mariella Cantella ha narrato la storia di un amore a senso unico, dove l’attesa diventa una lunga sofferenza e il “basta” è la liberazione da un dolore vissuto nell’ombra. La sua scrittura, pur nella semplicità, costruisce un crescendo emotivo che accompagna il lettore tra le sfumature di un distacco lento e travagliato.

Molto reale è anche la storia di Silvia Arfinengo, che ci conduce nel cuore di una relazione disfunzionale segnata dall’alcolismo. Attraverso dialoghi vividi e una scansione realistica delle emozioni, il racconto restituisce la fatica di provare a sanare un legame ormai deteriorato e la decisione coraggiosa di scegliere sé stessi, nonostante le ferite.

Lo stile più spontaneo di Sabrina Ciuffreda porta in scena il momento in cui si decide di dire “no” a una vita apparentemente sicura ma spenta: il suo percorso tra inquietudine e voglia di cambiare è un invito a non arrendersi e a cercare quella scintilla che risveglia il desiderio di autentica felicità.

Infine il racconto ironico e brillante di Monica Sabella, che cattura il momento esatto del “basta” nel contesto quotidiano di un lavoro esasperante. In poche righe riesce a trasmettere il senso di liberazione che può portare un semplice no, un gesto di dignità che apre alla vera libertà e alla scelta di sé stessi senza sensi di colpa.

Porre un limite non significa arrendersi

Tutte le storie dei nostri Amici Sostenitori ci ricordano che fissare dei limiti non è mai un fallimento, ma una dimostrazione di forza e consapevolezza.
Ogni vicenda è un tassello prezioso di coraggio, un invito a guardarsi dentro e a trovare le parole per quei momenti di svolta che, se taciuti, rischiano di rimanere prigionieri dentro di noi, ma che narrati possono essere condivisi e così diventare la spinta per un nuovo “basta”. 

La scrittura rimane uno spazio prezioso di riflessione, che ci consente di evolvere nell’ascolto del proprio animo.

Un laboratorio per chi crede nel potere della scrittura

Questo Laboratorio, come tutte le attività de Il piacere di raccontare, è riservato alle Amiche e Amici Sostenitori. Con una iscrizione annuale di 35 euro, è possibile partecipare a tutti i laboratori, rubriche, sfide creative e incontri esclusivi. Un modo per sostenere un progetto culturale collettivo, libero e partecipato, dove la scrittura non è mai solo un esercizio, ma una forma di relazione.

Ogni Amica e Amico Sostenitore ritroverà nella propria Area Riservata il cassetto degli attrezzi per affrontare la scrittura autobiografica.

Ecco i nomi degli amici della community che hanno scritto i testi più efficaci

Ecco qui sotto i nomi e i testi che abbiamo scelto per il Laboratorio di scrittura autobiografica dagli amici della community de Il piacere di raccontare.

Silvia Arfinengo

Mariella Cantella 

Sabrina Ciuffreda

 

Monica Sabella

 

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