Buon Natale a voi, buon primo anno a me

by Roberto Borgia

Per molti anni il Natale e le vacanze fino alla Befana non hanno avuto un particolare significato.

Per me quest’anno è diverso e molto personale: festeggio infatti oggi il primo anno dell’ictus ischemico. Volendo fare una battuta, si potrebbe dire “tempismo perfetto”!

La vita non ti avverte quando cambia le regole del gioco

Non voglio fare degli inutili discorsi o comunque vuoti. La verità è che questo anniversario non è una celebrazione della malattia, ma della resistenza. In questi dodici mesi ho imparato che la vita non ti avverte quando sta per cambiare le regole del gioco; semplicemente lo fa, e tu ti ritrovi a dover imparare di nuovo a camminare, a parlare e, soprattutto, a restare a galla in un mare di burocrazia e di indifferenza.

Una celebrazione della resistenza

Spegnere questa prima “candelina” significa guardare quel 25 dicembre non più come il momento della fine, ma come lo spartiacque necessario che mi ha trasformato da spettatore distratto a protagonista della mia stessa rinascita.

Protagonista della mia rinascita

Oggi, tra un brindisi e un pensiero a chi mi è stato vicino, il mio augurio è che nessuno debba mai arrivare a un passo dal baratro per capire quanto sia prezioso l’equilibrio. A voi auguro la serenità delle feste; a me stesso, auguro di continuare a trasformare questo “evento” in una voce che non ha più paura di farsi sentire.

Buon Natale a voi, che avete la fortuna di darlo per scontato, e buon primo anno a me, che ho imparato che ogni singolo respiro è un traguardo conquistato con le unghie e con i denti.

Sono cresciuto in una casa piena di libri. Sarà per questo che adoro le biblioteche ma soprattutto le librerie, girare fra gli scaffali e i ripiani pieni di libri, sfogliarli, respirarli.
Sono figlio di due ex camperisti con la passione per i viaggi. Sarà per questo che ho scelto una professione che mi portasse a girare, incontrare persone di paesi diversi, conoscerne le tradizioni, la cultura.

La curiosità stimolata dai viaggi e dalle letture ha aiutato. L'essere curioso mi porta ad informarmi sulle novità, a trovare strade diverse per fare le cose e a capire, anche per sommi capi, come funzionano le cose. Fare le cose come le abbiamo sempre fatte non fa per me.

Sono un convinto sostenitore dell'apprendimento continuo, credo sia qualcosa per cui tutti dovremmo trovare del tempo e leggere libri aiuta ad allargare i propri orizzonti, ricaricarsi e rifocalizzarsi, dare nuovo impulso alle proprie. Leggere mi rilassa, mi rende "pieno", mi fa "viaggiare con la mente".

A gennaio 2022 ho aperto un gruppo su LinkedIn, Il Club del Libro. Ho scoperto che il libro è uno strumento potentissimo di condivisione, di socialità, e sapere che un mio commento o una mia recensione faccia sì che un libro venga letto, ancor più se da una persona che da un po' non leggeva, mi da una scarica di felicità (altro che dopamina) che non ha paragoni.

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