In un tempo in cui l’attenzione sembra la risorsa più rara, c’è una buona notizia. La lettura sta tornando di moda, e i dati lo confermano. Secondo l’Associazione Italiana Editori (AIE), nel 2025 il numero dei lettori in Italia è cresciuto del 4% rispetto all’anno precedente.
Un segnale importante, che non riguarda soltanto la quantità, ma soprattutto il modo in cui oggi si legge. Sempre più spesso la lettura smette di essere un gesto solitario e diventa un’esperienza collettiva.
Leggere è un’esperienza che trasforma e apre orizzonti.
Per la community de Il piacere di raccontare è la conferma che rimettere al centro storie, idee e confronto autentico, è una necessità umana e culturale.
Leggere non è soltanto un gesto individuale, ma un’esperienza che trasforma. E apre orizzonti.
Crescono i lettori e le forme di lettura
Accanto alla lettura individuale, si moltiplicano le occasioni condivisa. Book Club – gruppi di lettura online e offline – e, più recentemente, i Silent Book Party, eventi nati negli Stati Uniti intorno al 2010 e oggi diffusisi anche in Italia.
I Book Club
Nel caso dei Book Club, i partecipanti scelgono un titolo comune, lo leggono individualmente e si incontrano – generalmente una volta al mese – per discuterne. Il cuore dell’esperienza non è solo il libro, ma il confronto: le trame, i personaggi, le interpretazioni diventano materia viva di dialogo. La lettura si arricchisce dello sguardo degli altri.
I gruppi di lettura virtuali, nati soprattutto sui social network, ampliano ulteriormente la platea, permettendo la partecipazione anche a distanza e abbattendo le barriere geografiche. La comunità dei lettori si espande, cambia forma, ma non perde profondità.
I Silent Book Party
Nei Silent Book Party, la condivisione avviene prima di tutto attraverso il silenzio. I partecipanti si incontrano in uno stesso luogo – tra gli scaffali delle librerie e delle biblioteche, ma anche nelle caffetterie e all’aperto, nei parchi – e leggono in contemporanea, ciascuno il proprio libro. Solo in un secondo momento, e non sempre, si apre uno spazio di dialogo informale.
Il centro non è la discussione, ma l’atto stesso della lettura vissuta insieme.
Con nomi diversi – Silent Book Party, Silent Reading Party, Reading Party – questi eventi sono appuntamenti regolari in molte città italiane.
A Trieste, la Libreria Minerva ospita serate di lettura condivisa seguite da momenti conviviali. A Roma, numerose librerie indipendenti e spazi culturali hanno adottato il format. La Libreria Tra le Righe di viale Gorizia organizza Silent Book Party nel proprio bistrot, integrando la lettura nei tempi della pausa pranzo e dell’aperitivo. L’organizzazione Silent Book Club Roma ha già realizzato oltre 40 incontri, ospitati anche dalla Libreria Le Torri.
Il fenomeno si è diffuso rapidamente anche nel Sud Italia. In Puglia, i primi eventi sono comparsi già nel 2024, da Galatina con il progetto Contagio Letterario, a Brindisi grazie alla Libreria Pupilla, fino a Bari e Lecce, con incontri organizzati anche in spazi pubblici come le ville comunali.
Anche fuori dai grandi centri urbani la tendenza è in crescita. A Livorno il parco di Villa Mimbelli è stato trasformato per una sera in uno spazio di lettura all’aperto, mentre a Cento, in Emilia-Romagna, la Biblioteca Civica ha ospitato eventi con luci soffuse, bevande calde e un patto di silenzio condiviso.
Oltre 1.250 gruppi di lettura e 300mila lettori
Secondo l’osservatorio S.T.O.R.I.E. – Sistema Territoriale per l’Osservazione della Lettura e delle Iniziative Editoriali, promosso dall’Associazione degli Editori Indipendenti e realizzato dal Laboratorio BIBLAB dell’Università Sapienza di Roma – in Italia sono attivi oltre 1.250 gruppi tra Book Club e Silent Book Party, che coinvolgono circa 300 mila persone. Numeri in crescita che indicano un fenomeno strutturato e non episodico.
A livello internazionale, questo fenomeno sta assumendo contesti inaspettati. Il marchio di moda Miu Miu ha creato un club di lettura su Simone de Beauvoir, Dior ha lanciato borse con le copertine di classici come Madame Bovary. La pop star inglese Dua Lipa ha addirittura invitato scrittori bestseller sul suo palco, dimostrando quanto il ritorno alla lettura si stia diffondendo anche tra i giovani.
Questi esempi mostrano come il libro si sia ripreso il centro della vita culturale, dialogando con pubblici diversi e con linguaggi contemporanei.
Leggere come gesto collettivo e spazio protetto
Un caso emblematico è raccontato da Il Libraio.it a proposito dell’iniziativa del Museo Poldi Pezzoli di Milano. «Dopo l’orario di chiusura, le sale si trasformano per tre ore in uno spazio di silenzio attivo e condiviso».
Un’unica regola fondamentale. Gli smartphone e i dispositivi digitali vengono sigillati all’ingresso. In un’epoca in cui la lettura compete costantemente con notifiche continue, la lettura diventa una vera e propria zona franca, un patto condiviso di attenzione.
Giacomo Piazza, un giovane partecipante, racconta al Corriere della Sera: «Leggere davanti a un Botticelli è un’emozione impagabile… Si entra in una dimensione intima e insieme sacrale». La lettura viene elevata, resa evento culturale. Non perché abbia bisogno di spettacolarizzazione, ma perché richiede cura.
Come spiega Stefania Rossi, responsabile della promozione del museo:
«Per far fronte alle richieste si dovranno aumentare le date perché la capienza del museo non consente numeri molto più alti… Abbiamo dovuto chiudere le prenotazioni e io stessa sono rimasta colpita dal clima di concentrazione».
La socialità al servizio dei libri
Il successo di Book Club e Silent Book Party indica un bisogno che va oltre l’evento culturale. Il fatto che questi appuntamenti siano spesso sold out mostra come la lettura, oggi, abbia sempre più bisogno di spazi protetti per esistere. Non perché manchi l’interesse, ma perché nel quotidiano l’attenzione è costantemente frammentata.
Il momento conviviale finale – drink, chiacchiere, confronto informale – completa l’esperienza. La lettura resta un gesto individuale, ma non più isolato. È l’ambiente sociale a renderla possibile, creando un tempo e un luogo dedicati. Il gruppo e le regole condivise aiutano a sottrarre la lettura alle distrazioni, restituendole centralità.
Come afferma lo scrittore Roberto Calasso, «la lettura è la forma più alta di conversazione che possiamo avere con il mondo».
La lettura come pratica culturale necessaria
La crescita di queste iniziative suggerisce che la lettura non sia tornata di moda per nostalgia, ma per necessità. Leggere significa ampliare l’esperienza, attraversare altri tempi e altri punti di vista, sviluppare empatia e pensiero critico.
Umberto Eco lo ricordava con parole diventate celeberrime: «Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto cinquemila anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’Infinito».
I Book Club e i Silent Book Party rispondono al bisogno di difendere il tempo dell’attenzione in un mondo che lo erode costantemente. Offrono occasioni reali per leggere senza interruzioni, per condividere un’esperienza che resta personale ma acquista valore nel riconoscimento collettivo.
Jorge Luis Borges scriveva «Leggere è un’altra forma di felicità». E in ogni libro, in ogni pagina, in ogni incontro di lettura, quella felicità si moltiplica, trasformando il tempo della lettura in un’esperienza che arricchisce mente e cuore.
E se leggere è diventato una moda, è una di quelle mode che vale la pena tenersi stretta. Basta silenzio, tempo e un angolo tutto nostro, che sia dentro una mostra o sul divano di casa per ricordarci che leggere non è un passatempo come gli altri. Ma un’attività essenziale per la nostra vita.
In copertina, Book Party realizzato dal museo Poldi Pezzoli di Milano. (Fonte: illibraio.it)

- Cecilia Dallera



