Chi fa un libro? Oltre autori e autrici c’è un mondo dietro

by Roberto Borgia

In questo articolo Roberto Borgia risponde a una domanda che molti lettori si pongono: come nasce un libro? L’articolo spiega quali professionisti lavorano dietro le quinte di una casa editrice, quali sono i compiti dello scout editoriale, dell’editor, del traduttore e del grafico editoriale, e come funziona il processo di revisione attraverso i cosiddetti “giri di bozze” che precedono la pubblicazione di un libro.

Leggo tanto da sempre, ma ogni tanto mi chiedo come nascano i libri che leggo. Oggi provo a scoprirlo un po’. 

Chissà quante volte, chiudendo un libro appena finito, hai guardato la copertina pensando: “Che bella storia”. Ma ti sei mai chiesto quanti occhi, quante mani e quante tazze di caffè sono servite per far arrivare quel volume tra le tue mani? 

Spesso pensiamo alla casa editrice come a un luogo mitico dove un editore legge manoscritti tutto il giorno sulla poltrona. La realtà è molto più simile a una catena di montaggio artigianale, dove convivono professionisti dai superpoteri diversi. 

Oggi facciamo un viaggio di 5 minuti dietro le quinte per scoprire quattro lavori fondamentali (e spesso invisibili) delle case editrici.

Lo scout editoriale: il “cacciatore di storie” (valido per i libri stranieri)

Prima ancora che un libro esista in Italia, qualcuno deve trovarlo. Gli scout sono i radar della casa editrice. 

Cosa fa: legge tantissimo, soprattutto in lingua straniera. Frequenta le fiere internazionali (come Francoforte o Londra), monitora le classifiche estere e scova i trend prima che esplodano. 

Il superpotere: l’intuizione. Deve capire se un libro che ha venduto milioni di copie in America può funzionare anche per il pubblico italiano.

L’editor: lo psicologo del testo

L’editor non corregge i refusi (quello è il compito del correttore di bozze). L’editor lavora con l’autore sulla struttura del libro. 

Cosa fa: smonta e rimonta la storia. Dice all’autore cose del tipo: “Questo personaggio scompare a pagina 50 e ricompare a pagina 200 senza motivo”, oppure “Il finale è troppo lento, dobbiamo tagliare due capitoli”. 

Il superpotere: la diplomazia. Deve migliorare il libro senza distruggere l’ego dello scrittore o snaturare la sua voce.

Il traduttore: il camaleonte della lingua (valido per i libri stranieri)

Tradurre non significa sostituire le parole da una lingua all’altra con il dizionario. Significa ricreare la stessa magia, lo stesso ritmo e la stessa ironia in un contesto culturale diverso. 

Cosa fa: prende i giochi di parole inglesi o i modi di dire giapponesi e trova un equivalente che suoni naturale in italiano, senza perdere il senso originale. 

Il superpotere: l’invisibilità. Il miglior traduttore è quello che non si nota, perché ti fa dimenticare che il libro è stato scritto in un’altra lingua.

Il grafico editoriale (art director): il seduttore visivo

Siamo onesti: giudichiamo tutti i libri dalla copertina. Il grafico è la persona responsabile di quel primo colpo di fulmine. 

Cosa fa: disegna la copertina, sceglie i font, decide l’impaginazione e la gabbia grafica del testo. Deve racchiudere l’anima di 400 pagine in un’immagine di pochi centimetri. 

Il superpotere: la sintesi visiva. 

La chicca che forse non sapevi: cos’è il “giro di bozze”? 

Prima di andare in stampa, il testo viene impaginato come se fosse il libro vero e proprio. Questa versione provvisoria viene stampata su fogli volanti (le “bozze”). I correttori di bozze le leggono a caccia di doppie lettere, accenti sbagliati o impaginazioni orribili. Spesso un libro fa 2, 3 o anche 4 “giri di bozze” prima di ricevere il visto si stampi definitivo!

Sono cresciuto in una casa piena di libri. Sarà per questo che adoro le biblioteche ma soprattutto le librerie, girare fra gli scaffali e i ripiani pieni di libri, sfogliarli, respirarli.
Sono figlio di due ex camperisti con la passione per i viaggi. Sarà per questo che ho scelto una professione che mi portasse a girare, incontrare persone di paesi diversi, conoscerne le tradizioni, la cultura.

La curiosità stimolata dai viaggi e dalle letture ha aiutato. L'essere curioso mi porta ad informarmi sulle novità, a trovare strade diverse per fare le cose e a capire, anche per sommi capi, come funzionano le cose. Fare le cose come le abbiamo sempre fatte non fa per me.

Sono un convinto sostenitore dell'apprendimento continuo, credo sia qualcosa per cui tutti dovremmo trovare del tempo e leggere libri aiuta ad allargare i propri orizzonti, ricaricarsi e rifocalizzarsi, dare nuovo impulso alle proprie. Leggere mi rilassa, mi rende "pieno", mi fa "viaggiare con la mente".

A gennaio 2022 ho aperto un gruppo su LinkedIn, Il Club del Libro. Ho scoperto che il libro è uno strumento potentissimo di condivisione, di socialità, e sapere che un mio commento o una mia recensione faccia sì che un libro venga letto, ancor più se da una persona che da un po' non leggeva, mi da una scarica di felicità (altro che dopamina) che non ha paragoni.

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