Il buon male

di Samantha Schweblin

«Consigliamo questo libro perché prende alla gola fin dalla prima riga e non lascia andare fino all’ultima pagina. Sei racconti in cui l’impensabile irrompe in vite normalissime, quelle giornate qualunque che nessuno sa essere le ultime prima che qualcosa si spezzi per sempre. Ci ha colpito lo stile di Samanta Schweblin: asciutto, senza fronzoli, eppure capace di costruire una tensione che cresce racconto dopo racconto, quasi impercettibile, fino a diventare un vero senso di inquietudine. La sua forza sta nel restare sempre nel reale — niente mostri, niente magia — perché è proprio ciò che potrebbe succedere anche a noi a fare più paura. Ogni storia scava in legami familiari incrinati, in silenzi mai colmati, in quel “male” che entra nella vita di qualcuno e ne ribalta per sempre priorità e certezze. Lo consigliamo per l’estate perché è il tipo di libro che si legge in poche sere ma lascia addosso qualcosa di inquieto e autentico, continuando a tornare alla mente anche molti giorni dopo averlo chiuso».

Redazione de Il piacere di raccontare

ROMANZO | EINAUDI | PAGG. 160| 2026 | NARRATIVA CONTEMPORANEA

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