L’inevitabile conflitto tra il vecchio regime e i nuovi movimenti rivoluzionari.
La complessità delle identità in un contesto di confine, dove il doppio gioco e i segreti sono all’ordine del giorno. La critica alla corruzione e al traffico illecito, che si celano dietro la facciata di un Impero potente ma con piedi d’argilla. Altervista.
ROMANZO | PAGG. 132 | 10/05/2025 | GIALLO

Mantova, 1862. Un misterioso omicidio scatena un intrigo sulle rive del Po vicino alla Chiesa di S. Colombano di Riva di Suzzara, nel Regno Lombardo-Veneto. Il capitano Schiller, ufficiale asburgico vicino a lasciare il servizio, è alloggiato al forte Noyon-Zentralwek di Borgoforte, che in quell’inizio del 1862 ha avuto la visita dell’imperatore Francesco Giuseppe. Schiller, quale comandante del presidio della polizia austriaca di Gonzaga, deve indagare su un delitto carico di codici segreti, antichi pugnali e ambigue identità. Nella Bassa si intrecciano corruzione e traffici d’armi, verità e inganni. Una serrata tensione investigativa e un’ambientazione storica autentica s’incontrano al confine geografico e morale, in un fitto reticolo di intrighi. Il romanzo è ispirato a un fatto realmente accaduto, dai documenti di un procedimento per omicidio (rimasto insoluto) ritrovati nell’archivio di stato di Mantova.