«”Il tempo dell’orologiaio è un orologio fermo”. È questa l’immagine che mi è rimasta più impressa del nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni. Un orologio fermo perché, in fondo, tutti i protagonisti sono rimasti bloccati al 1984: chi da un lutto mai elaborato, chi da un segreto custodito per quarant’anni, chi da una verità rimasta in sospeso. Tutto inizia con la scomparsa della giornalista Vera Coen, che stava indagando sull’attentato in cui, nel 1984, è morto suo padre. Da quel momento prende il via una corsa contro il tempo che riunisce un padre, un figlio e una nipote, costringendoli a confrontarsi con segreti della Storia mai risolti e ferite ancora aperte. Alternando passato e presente, de Giovanni costruisce un thriller avvincente, ma soprattutto un romanzo sul peso dell’eredità che riceviamo e sulla possibilità di interrompere il ciclo delle colpe. Il tempo non ci viene presentato come qualcosa che aggiusta le cose, ma come ciò che le conserva intatte finché qualcuno non trova il coraggio di fare i conti con ciò che è stato. Lo consiglio per l’estate perché ogni personaggio sembra custodire un pezzo del puzzle. Leggerete pagina dopo pagina con il desiderio di capire come tutte quelle vite, apparentemente lontane, siano in realtà intrecciate».
Cecilia Dallera
ROMANZO | FELTRINELLI | PAGG. 211 | 2026 | ROMANZO STORICO E POLIZIESCO