«Consiglio questo libro perché racconta come i sogni di gloria possano trasformarsi lentamente in disillusione. Lucien de Rubempré è bello, povero e ambizioso: lascia la provincia di Angoulême per Parigi, convinto che il talento e il fascino gli basteranno per conquistare successo letterario e mondano. Ad aspettarlo, però, non c’è la gloria che immaginava, ma un mondo fatto di giornalismo venale, ambizioni tradite e amicizie tutte da verificare — mentre a casa, il cognato David Séchard continua a lottare, con ben altra dignità, per far quadrare i conti della sua tipografia. Mi ha colpito come Balzac non giudichi mai apertamente Lucien, ma lo lasci semplicemente scivolare, pagina dopo pagina, dentro compromessi sempre più grandi. La sua forza sta nel ritratto di una Parigi cinica e affascinante allo stesso tempo, capace di sedurre e di travolgere chiunque le si affidi senza difese. Lo consiglio per l’estate perché, pur chiedendo un piccolo sforzo iniziale per entrare nel ritmo della scrittura ottocentesca, ripaga con una storia che parla ancora oggi di ambizione, delusione e del prezzo che si paga per inseguire un’idea di successo che non ci appartiene fino in fondo».
Redazione de Il piacere di raccontare
ROMANZO | BUR | PAGG. 800 | Prima ed. 1837 | CLASSICI
