APPROFONDIMENTI E CURIOSITA’ SUI LIBRI E GLI AUTORI DELLA PRIMA PUNTATA DEL QUIZ LETTERARIO

Franz Kafka

 📖 Franz Kafka è considerato uno dei più importanti scrittori del Novecento e le sue opere sono caratterizzate da atmosfere spesso inquietanti e surreali, in cui i protagonisti si trovano alle prese con situazioni assurde e difficili da comprendere. Tra i suoi testi più celebri ci sono La metamorfosi, Il processo e Il castello, opere che hanno avuto una profonda influenza sulla letteratura del XX secolo.

Kafka lavorava durante il giorno come impiegato presso l’Istituto di assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro e dedicava alla scrittura soprattutto le ore notturne. Uno degli episodi più celebri risale alla notte tra il 22 e il 23 settembre 1912, quando scrisse La condanna in un’unica lunga sessione, iniziata alle dieci di sera e terminata alle sei del mattino. L’esperienza fu così importante per lui che ne parlò nel proprio diario.

  • Curiosità: Kafka era convinto che dopo la sua morte i suoi manoscritti e altri scritti inediti dovessero essere distrutti. Affidò infatti all’amico Max Brod istruzioni precise in questo senso. Brod decise però di non seguirle e curò la pubblicazione di diverse opere inedite, tra cui Il processo, Il castello e America.

Dr. Seuss

📖 Theodor Seuss Geisel, conosciuto con lo pseudonimo di Dr. Seuss, è stato uno scrittore e illustratore statunitense celebre per i suoi libri per bambini. Il suo stile si basa fortemente sulle rime, sulle ripetizioni, sulle immagini e sul gioco con le parole, elementi che rendono le sue storie particolarmente riconoscibili.

Un esempio è The Cat in the Hat, pubblicato nel 1957. Il libro nacque anche nel contesto del dibattito americano su come rendere più efficace l’apprendimento della lettura. A Geisel venne chiesto di realizzare un libro utilizzando un vocabolario limitato: il risultato fu una storia costruita con 236 parole, caratterizzata da rime, ripetizioni, illustrazioni vivaci e una trama volutamente divertente. Pochi anni dopo, con Green Eggs and Ham, Geisel spinse ancora oltre l’esperimento, utilizzando soltanto 50 parole.

  • Curiosità: Il gioco con le parole non era quindi soltanto una caratteristica dello stile di Dr. Seuss: diventò anche uno strumento per avvicinare i bambini alla lettura. Le rime e le ripetizioni dei suoi libri aiutavano infatti i lettori alle prime armi a seguire il testo e a riconoscere più facilmente le parole.

I pilastri della Terra (1989)

di Ken Follett

📖 I pilastri della Terra è uno dei romanzi più celebri di Ken Follett e racconta la costruzione di una grande cattedrale nella città immaginaria di Kingsbridge, nell’Inghilterra del XII secolo. Attorno alla costruzione dell’edificio si intrecciano le vicende di monaci, muratori, nobili e altri abitanti della città, sullo sfondo di guerre, lotte per il potere, rivalità e conflitti religiosi.

Per scrivere il romanzo, Follett partì da una vera passione per le cattedrali medievali. Prima di iniziare a lavorare alla storia, visitò diverse città inglesi, tra cui Lincoln e Winchester, per osservare da vicino le loro cattedrali e approfondire la storia dell’architettura. L’idea di raccontare la costruzione di una cattedrale gli venne proprio da questo interesse.

  • Curiosità: Follett racconta che scrivere I pilastri della Terra fu un lavoro particolarmente lungo: il romanzo gli richiese tre anni e tre mesi di lavoro. Per costruire la storia dovette infatti seguire la vita dei suoi personaggi nell’arco di molti anni, mentre la costruzione di una cattedrale medievale poteva richiedere decenni. Il risultato fu un romanzo di oltre 400.000 parole, molto più lungo dei thriller che avevano caratterizzato la prima parte della sua carriera.

La scomparsa (1969)

di Georges Perec

📖 La scomparsa (La Disparition) è uno dei romanzi più singolari della letteratura del Novecento. Georges Perec lo costruì secondo una regola estremamente rigorosa: per tutta la durata del romanzo non compare mai la lettera “e”, la più frequente nella lingua francese. Si tratta di un lipogramma, cioè un’opera letteraria scritta rinunciando volontariamente a una o più lettere dell’alfabeto.

La difficoltà dell’impresa è evidente: eliminare una lettera così comune significa dover evitare moltissime parole di uso quotidiano e trovare continuamente soluzioni alternative. Perec trasformò quindi un limite linguistico in un vero e proprio strumento creativo, costruendo una storia che deve rispettare fino alla fine la regola che si è imposto.

  • Curiosità: La scelta della lettera “e” non fu casuale. Perec apparteneva all’OuLiPo, il gruppo letterario francese fondato nel 1960 che esplorava le possibilità della scrittura attraverso regole e vincoli formali. Il romanzo è inoltre legato a un tema particolarmente importante nella vita e nell’opera di Perec: la perdita. La biografia dell’autore fu segnata dalla morte del padre durante la guerra e dalla deportazione della madre ad Auschwitz. Alcuni studiosi hanno interpretato l’assenza della “e” come un possibile riferimento alle parole francesi père e mère, ma questa lettura va considerata un’interpretazione critica, non una spiegazione dichiarata dall’autore.

Dracula (1897)

di Bram Stoker

📖  Pubblicato nel 1897, Dracula di Bram Stoker è uno dei romanzi che hanno contribuito maggiormente a definire nell’immaginario moderno la figura del vampiro. La storia è costruita attraverso diari, lettere, telegrammi, articoli di giornale e altri documenti, che permettono al lettore di ricostruire gradualmente gli avvenimenti.

Al centro del romanzo c’è il conte Dracula, un aristocratico della Transilvania che si trasferisce in Inghilterra per espandere il proprio potere e nutrirsi del sangue delle sue vittime. Il giovane avvocato Jonathan Harker entra in contatto con lui durante un viaggio in Transilvania e si ritrova prigioniero nel suo castello. Nel frattempo, in Inghilterra, Lucy Westenra viene colpita da una misteriosa malattia e il professor Abraham Van Helsing comprende che dietro gli strani avvenimenti si nasconde qualcosa di molto più inquietante.

  • Curiosità: Bram Stoker non fu il primo autore a raccontare storie di vampiri, ma contribuì in modo decisivo a fissare nell’immaginario alcuni degli elementi che oggi associamo a Dracula. Nel romanzo, infatti, il conte vive in Transilvania, si nutre di sangue umano, può trasformarsi in pipistrello e teme la luce del sole. Tuttavia, non tutti i dettagli che oggi consideriamo caratteristici del vampiro appartengono al romanzo di Stoker: molte caratteristiche della figura del vampiro moderno si sono consolidate successivamente attraverso cinema, teatro e altre opere ispirate a Dracula.

Frankenstein (1818)

di Mary Shelley

📖 Frankenstein; or, The Modern Prometheus è uno dei romanzi più celebri della letteratura gotica e viene spesso considerato un’opera fondamentale nella storia della fantascienza. Mary Shelley iniziò a scriverlo nell’estate del 1816, durante un soggiorno sul lago di Ginevra insieme a Percy Bysshe Shelley, Lord Byron e John Polidori.

L’estate di quell’anno fu particolarmente piovosa e il gruppo trascorse molto tempo al chiuso. Fu Byron a proporre che ciascuno di loro scrivesse una storia di fantasmi. Mary inizialmente faticò a trovare un’idea, finché una sera ebbe l’ispirazione per la storia di uno scienziato che riesce a dare vita a una creatura costruita con parti di cadaveri. Da quella prima idea nacque il romanzo che sarebbe diventato Frankenstein.

  • Curiosità: Mary Shelley non concluse il romanzo durante quell’estate. Dopo aver iniziato la storia nel 1816, continuò a lavorarci e la terminò nel maggio del 1817. Frankenstein fu pubblicato a Londra nel gennaio del 1818, in tre volumi e inizialmente senza il nome dell’autrice.

Le anime morte (1842)

di Nikolaj Gogol

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Nikolaj Gogol è una delle figure più originali della letteratura russa dell’Ottocento. Con Le anime morte, pubblicato nel 1842, raccontò attraverso satira e umorismo una società popolata da personaggi eccentrici, corrotti e spesso grotteschi. Il protagonista, Pavel Ivanovič Čičikov, viaggia di città in città acquistando dai proprietari terrieri i nomi dei servi della gleba già morti ma ancora registrati nei documenti ufficiali. Il suo obiettivo è sfruttare questa situazione per costruire una falsa ricchezza e ottenere credito.

Gogol aveva immaginato Le anime morte come un’opera molto più ampia del primo volume pubblicato. Negli anni successivi lavorò alla seconda parte, ma il progetto divenne sempre più difficile per lui. La sua crescente attenzione alle questioni religiose e morali lo portò a rivedere profondamente il significato che voleva dare alla propria opera.

  • Curiosità: Gogol bruciò il manoscritto della seconda parte di Le anime morte nel 1845 e nuovamente nel 1852, poco prima della morte. Il gesto del 1852 fu particolarmente drammatico: dopo aver distrutto il manoscritto, Gogol si pentì della decisione e cercò di recuperare ciò che era rimasto. Alcuni frammenti della seconda parte furono successivamente ricostruiti e pubblicati sulla base delle pagine che si erano salvate.

Emily Dickinson

📖 Emily Dickinson è oggi considerata una delle figure più importanti della poesia americana dell’Ottocento. Nata nel 1830 ad Amherst, nel Massachusetts, trascorse gran parte della sua vita nella casa di famiglia, dove scrisse la maggior parte delle sue poesie. Dopo alcuni viaggi per motivi di salute negli anni Sessanta dell’Ottocento, nel 1865 tornò definitivamente ad Amherst e negli anni successivi uscì solo raramente dai terreni della casa.

La sua vita appartata non impedì però una straordinaria attività poetica. Tra il 1858 e il 1865 attraversò un periodo di intensa creatività e arrivò a comporre centinaia di poesie. Molte rimasero private durante la sua vita: Dickinson ne condivise alcune con familiari e amici, mentre solo una piccola parte fu pubblicata prima della sua morte, avvenuta nel 1886.

  • Curiosità: L’immagine di Emily Dickinson sempre vestita di bianco è diventata una delle rappresentazioni più celebri della poetessa, ma la realtà è più complessa. Esistono testimonianze contemporanee che la descrivono vestita di bianco e il suo abito bianco è oggi conservato ed esposto dall’Emily Dickinson Museum. Tuttavia, Dickinson non indossò sempre il bianco: in una sua lettera raccontò, per esempio, di avere in quel periodo un abito marrone con una mantellina dello stesso colore. L’“abito bianco” è quindi una parte autentica della sua storia, ma anche un’immagine che nel tempo è diventata più assoluta della realtà.

José Saramago

📖 José Saramago, premio Nobel per la letteratura nel 1998, è noto per uno stile narrativo molto personale, nel quale le convenzioni della scrittura tradizionale vengono spesso messe in discussione. Una delle caratteristiche più riconoscibili dei suoi romanzi è proprio il modo in cui costruisce i dialoghi: invece di racchiudere le battute tra virgolette o introdurle con i tradizionali trattini, le inserisce direttamente nel flusso della narrazione.

Questa scelta contribuisce a creare periodi lunghi e continui, nei quali le voci dei personaggi e quella del narratore sembrano fondersi. Il lettore deve quindi prestare particolare attenzione alla punteggiatura e al contesto per capire chi sta parlando.

  • Curiosità: Saramago non considerava la punteggiatura semplicemente come un insieme di regole grammaticali, ma come uno strumento al servizio del ritmo della narrazione. La sua particolare costruzione dei periodi è diventata uno dei tratti distintivi della sua scrittura e rende immediatamente riconoscibili romanzi come Cecità, Il Vangelo secondo Gesù Cristo e Le intermittenze della morte.

Fahrenheit 451 (1953)

di Ray Bradbury

📖 Fahrenheit 451 è uno dei romanzi distopici più celebri del Novecento. Ray Bradbury immagina una società nella quale i libri sono proibiti e i vigili del fuoco non hanno più il compito di spegnere gli incendi: il loro lavoro consiste nel cercare i libri nascosti e bruciarli. Il protagonista, Guy Montag, è uno di questi pompieri, ma l’incontro con la giovane Clarisse comincia a mettere in discussione il mondo nel quale vive.

Il romanzo racconta così il percorso di Montag, che passa dall’eseguire senza esitazione il proprio lavoro al desiderio di comprendere che cosa contengano realmente quei libri tanto temuti dalla società. La lettura diventa progressivamente per lui un modo per recuperare la capacità di pensare, ricordare e interrogarsi sul mondo che lo circonda.

  • Curiosità: Il numero 451 del titolo indica, secondo la spiegazione tradizionale del romanzo, la temperatura alla quale la carta prende fuoco. La Library of Congress precisa che si tratta della temperatura minima alla quale la carta può prendere fuoco per combustione spontanea. Il titolo richiama quindi direttamente il destino dei libri nella società immaginata da Bradbury.

Agatha Christie

📖 Agatha Christie è una delle scrittrici più celebri della letteratura poliziesca e la creatrice di personaggi come Hercule Poirot e Miss Marple. Il 1926 fu però un anno particolarmente difficile per lei: in aprile era morta sua madre e, nello stesso periodo, il suo matrimonio con Archie Christie era entrato in una profonda crisi.

La sera del 3 dicembre 1926 Agatha lasciò la propria casa nel Surrey. La sua automobile fu ritrovata il mattino seguente abbandonata a poca distanza, facendo scattare una vasta ricerca che coinvolse polizia e volontari. Per undici giorni non si seppe dove fosse.

La scrittrice era invece arrivata a Harrogate, nello Yorkshire, dove aveva preso alloggio allo Swan Hydropathic Hotel, oggi Old Swan Hotel, registrandosi con il nome di Teresa Neele, lo stesso cognome della donna con cui suo marito aveva una relazione. Fu riconosciuta da alcuni membri della banda dell’albergo, che avvertirono la polizia. Quando Archie arrivò per incontrarla, Christie non lo riconobbe. In seguito dichiarò di non avere memoria di quel periodo.

  • Curiosità: La scomparsa di Christie avvenne nello stesso anno della pubblicazione de L’assassinio di Roger Ackroyd, il romanzo che contribuì in modo decisivo a consolidare la sua fama. Il libro era uscito nel 1926 ed è oggi considerato uno dei suoi romanzi più importanti.

Delitto e castigo (1866)

di Fëdor Dostoevskij

📖 Delitto e castigo racconta la vicenda di Rodion Raskolnikov, un giovane studente povero che decide di uccidere Alëna Ivanovna, una vecchia usuraia, convinto di poter dimostrare attraverso il delitto una propria teoria sulla possibilità, per alcuni uomini eccezionali, di oltrepassare le normali regole morali.

Dopo aver commesso il delitto, però, Raskolnikov non riesce a comportarsi come aveva immaginato. È tormentato dalla paura di essere scoperto, dalla febbre e da una profonda inquietudine. Anche il bottino che ha rischiato la vita per ottenere diventa per lui quasi privo di significato: invece di utilizzarlo, nasconde il denaro e gli oggetti rubati sotto una pietra, dove rimarranno fino alla scoperta da parte delle autorità. Nel romanzo viene sottolineato anche che Raskolnikov non aveva nemmeno guardato attentamente ciò che aveva rubato e non sapeva con precisione quanto denaro contenesse il portamonete.

  • Curiosità: Delitto e castigo fu pubblicato per la prima volta a puntate nel 1866 sulla rivista letteraria russa Il messaggero russo. Dostoevskij aveva iniziato a lavorare al romanzo mentre si trovava in una situazione economica molto difficile e aveva bisogno di rispettare gli impegni con l’editore. La pubblicazione a puntate accompagnò quindi la nascita dell’opera, che uscì progressivamente sulle pagine della rivista prima di essere pubblicata in volume.

Il grande Gatsby (1925)

di F. Scott Fitzgerald

📖 Il grande Gatsby è uno dei romanzi più celebri di F. Scott Fitzgerald e uno dei testi più rappresentativi della Jazz Age, l’epoca degli anni Venti negli Stati Uniti caratterizzata da una grande crescita economica, dalla diffusione di nuovi consumi e da profondi cambiamenti nei costumi e nella vita sociale. Pubblicato nel 1925, racconta attraverso lo sguardo di Nick Carraway la vicenda di Jay Gatsby, un uomo ricchissimo e misterioso che organizza feste spettacolari nella speranza di riconquistare Daisy Buchanan, il grande amore della sua giovinezza. Dietro la storia d’amore emergono temi come il denaro, l’ambizione, le differenze sociali e il desiderio di costruirsi un’identità completamente nuova.

Fitzgerald lavorò al romanzo per diversi anni, modificandolo profondamente prima della pubblicazione. Durante la stesura prese in considerazione numerosi titoli: tra questi c’era Trimalchio in West Egg, poi abbreviato nelle bozze in Trimalchio. Il riferimento è a Trimalchione, un personaggio del Satyricon di Petronio, un ex schiavo diventato ricchissimo che ostenta la propria fortuna. Il richiamo non era casuale: anche Gatsby è un uomo che ha costruito la propria ricchezza e la propria immagine pubblica, circondandosi di lusso e cercando di entrare in un mondo sociale al quale non appartiene pienamente.

  • Curiosità: Prima di arrivare al titolo definitivo, Fitzgerald valutò diverse alternative, tra cui Among the Ash Heaps and Millionaires, Gold-Hatted Gatsby, The High-Bouncing Lover e Under the Red, White, and Blue. Alla fine fu The Great Gatsby a imporsi: il suo editore Maxwell Perkins aveva sempre preferito questo titolo e Fitzgerald lo mantenne per la pubblicazione del romanzo, avvenuta il 10 aprile 1925. Le carte conservate alla Princeton University Library permettono ancora oggi di seguire le numerose trasformazioni del manoscritto e dei titoli durante la lavorazione del libro

I Gettoni

Elio Vittorini

📖 Nel 1951 Elio Vittorini iniziò a dirigere per Einaudi la collana I gettoni, dedicata soprattutto a scrittori contemporanei e ad autori emergenti, spesso alle prese con nuove forme di narrativa. Vittorini non si limitava a scegliere i libri da pubblicare: accompagnava le opere anche attraverso i celebri “risvolti”, brevi testi critici stampati sulla terza pagina di copertina, nei quali presentava e commentava il libro. La collana divenne così anche uno spazio di confronto sulla narrativa italiana del dopoguerra e sulle nuove direzioni che la letteratura poteva prendere.

Il nome stesso della collana fu scelto da Vittorini. In una lettera a Italo Calvino del 25 febbraio 1951 spiegò che la parola “gettoni” gli piaceva per i suoi diversi significati: il gettone telefonico come strumento per comunicare, quello del gioco come oggetto dal valore variabile e, ancora, il “gettone” inteso come germoglio o nuovo pollone. Un nome quindi legato all’idea di comunicazione, possibilità e crescita, particolarmente adatto a una collana che voleva dare spazio a nuove voci della narrativa.

  • Curiosità: Tra gli autori pubblicati nei Gettoni ci furono diversi scrittori destinati a diventare importanti nella letteratura italiana del Novecento. La collana, attiva dal 1951 al 1958, arrivò a pubblicare 58 titoli, dando spazio soprattutto ad autori italiani contemporanei, ma anche ad alcuni stranieri. Tra le opere pubblicate comparvero, per esempio, Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern e L’entrata in guerra di Italo Calvino.

Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (1865)

di Lewis Carroll

📖 Dietro lo pseudonimo di Lewis Carroll si nascondeva Charles Lutwidge Dodgson, matematico, fotografo e docente di matematica a Christ Church, uno dei collegi dell’Università di Oxford. Non sorprende quindi che nel mondo assurdo di Alice nel Paese delle Meraviglie compaiano giochi di parole, paradossi, ragionamenti apparentemente logici e situazioni che mettono alla prova il modo abituale di pensare. Alice si trova continuamente davanti a discorsi che sembrano seguire una logica rigorosa, ma che conducono a conclusioni bizzarre o paradossali.

Un esempio celebre è il dialogo tra Alice e il Piccione, che discute con lei sul rapporto tra il fatto di mangiare uova e l’essere un serpente. Il ragionamento sembra procedere in modo logico, ma proprio giocando sulle premesse e sulle conclusioni Carroll mostra quanto sia facile costruire un’argomentazione apparentemente sensata partendo da un ragionamento sbagliato. Alice può quindi essere letta semplicemente come una fantastica storia per ragazzi, ma anche come un libro ricco di giochi sul linguaggio, sul ragionamento e sulle regole con cui cerchiamo di dare ordine alla realtà.

  • Curiosità: Charles Dodgson non era soltanto un matematico per professione: si interessò anche alla logica, pubblicando opere dedicate a questo campo. La sua formazione matematica e logica è una delle ragioni per cui Alice continua a interessare anche studiosi di matematica e filosofia. Un docente dell’Università di Cambridge, per esempio, consiglia proprio Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio agli studenti di matematica discreta per analizzare alcuni dei ragionamenti presenti nelle opere.

L'uomo in fuga (1982)

di Stephen King

📖 L’uomo in fuga (The Running Man) è un romanzo distopico di fantascienza pubblicato nel 1982 con lo pseudonimo Richard Bachman, uno dei nomi utilizzati da Stephen King all’inizio della sua carriera. La storia è ambientata in un futuro 2025 nel quale programmi televisivi estremamente violenti sono diventati una forma di intrattenimento di massa. Il protagonista, Ben Richards, è un uomo in difficoltà economiche che decide di partecipare al programma The Running Man, nel quale deve sfuggire per trenta giorni a cacciatori incaricati di trovarlo, mentre il pubblico può guadagnare denaro fornendo informazioni su di lui.

Il romanzo è particolarmente curioso anche per la rapidità con cui King raccontò di averlo scritto. Nell’introduzione alla raccolta The Bachman Books, pubblicata nel 1985, affermò di averlo scritto in un periodo di 72 ore e di averlo pubblicato praticamente senza modifiche. In seguito, nel libro On Writing, raccontò invece di averlo scritto nell’arco di una settimana. È quindi da questa seconda testimonianza che deriva il dato spesso ricordato secondo cui L’uomo in fuga sarebbe stato scritto in circa una settimana.

  • Curiosità: Quando L’uomo in fuga uscì nel 1982, Stephen King non compariva sulla copertina: il romanzo era firmato Richard Bachman. King aveva scelto questo pseudonimo anche per poter pubblicare più libri senza dare l’impressione di sovraesporre il proprio nome e per verificare come sarebbero stati accolti i suoi romanzi senza la fama ormai legata a Stephen King. La vera identità di Bachman venne scoperta nel 1985, quando un libraio di Washington, Steve Brown, notò delle somiglianze tra i romanzi di Bachman e quelli di King e riuscì a risalire ai documenti di copyright.

Esercizi di stile (1947)

di Raymond Queneau

📖  Esercizi di stile è uno degli esperimenti più originali della letteratura del Novecento. Raymond Queneau prende una vicenda semplicissima: su un autobus, un giovane ascolta un passeggero lamentarsi perché un altro uomo gli ha urtato il cappello e poi discute con un amico alla fermata. Quella stessa scena viene raccontata 99 volte, ogni volta utilizzando uno stile, un tono o una tecnica narrativa diversa. La storia di partenza rimane sostanzialmente la stessa, ma cambia completamente il modo di raccontarla.

Il risultato mostra quanto il linguaggio possa trasformare una storia apparentemente banale. Una vicenda può diventare solenne, comica, tecnica, poetica o assurda semplicemente cambiando le parole, la struttura o il punto di vista. Queneau era particolarmente interessato ai giochi con la lingua e alle possibilità della scrittura: nel 1960 fu inoltre tra i fondatori dell’Oulipo, acronimo di Ouvroir de littérature potentielle, cioè “Officina di letteratura potenziale”, un gruppo di scrittori e matematici che esplorava nuove possibilità creative attraverso regole, vincoli e giochi linguistici.

  • Curiosità: Il progetto di Esercizi di stile era nato alcuni anni prima della pubblicazione del libro: la BnF segnala infatti che i primi Exercices de style di Queneau comparvero già nel 1943 e nel 1944 su alcune riviste della Resistenza francese, prima di arrivare alla forma del volume pubblicato da Gallimard nel 1947.

La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo (1759 -1767)

di Laurence Sterne

📖 Pubblicato in nove volumi tra il 1759 e il 1767, La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo è uno dei romanzi più originali del Settecento. Il protagonista, Tristram, racconta la propria vita, ma il racconto procede continuamente attraverso digressioni, ricordi, interruzioni e associazioni apparentemente imprevedibili. Il risultato è un romanzo in cui la storia principale sembra spesso passare in secondo piano rispetto al modo in cui viene raccontata.

Sterne sperimenta anche con la forma materiale del libro, trasformando la pagina in uno strumento narrativo. Quando muore Yorick, uno dei personaggi più importanti e ironici dell’opera, Sterne inserisce due pagine nere come segno di lutto. In altri momenti utilizza invece spazi bianchi, linee, pagine particolari e persino un percorso tracciato graficamente per rappresentare il movimento tortuoso della narrazione. La storia, quindi, non vive soltanto nelle parole: anche l’aspetto della pagina diventa parte del racconto.

  • Curiosità: Nel terzo volume Sterne inserì due pagine marmorizzate, cioè decorate con una particolare lavorazione che produce venature e disegni simili a quelli del marmo. Nella prima edizione queste pagine venivano realizzate a mano, perciò ogni copia del libro aveva una decorazione leggermente diversa dalle altre. Sterne trasformava così un elemento normalmente esterno alla narrazione, l’aspetto materiale della pagina, in una parte dell’esperienza di lettura.

Il conte di Montecristo (1844-1846)

di Alexandre Dumas

📖 Il conte di Montecristo è uno dei grandi romanzi d’avventura dell’Ottocento. Edmond Dantès è un giovane marinaio destinato a diventare capitano e a sposare Mercédès, ma viene accusato ingiustamente di un complotto politico e rinchiuso nel Castello d’If, una fortezza-prigione situata su un’isola al largo di Marsiglia. Durante la lunga prigionia incontra l’abate Faria, un anziano erudito che ha scavato un passaggio sotterraneo nel tentativo di evadere. Faria diventa per Edmond molto più di un compagno di prigionia: gli insegna lingue, storia, filosofia, matematica e altre discipline, trasformando il giovane marinaio quasi analfabeta in un uomo istruito e consapevole.

Quando Faria muore, Edmond comprende che il suo cadavere può offrirgli l’occasione che aspettava. Prende il posto dell’amico nel sacco destinato alla sepoltura, viene portato fuori dalla prigione e gettato in mare con un peso legato ai piedi. Riesce a liberarsi e a nuotare fino a essere raccolto da un’imbarcazione. Dopo quattordici anni di prigionia, Edmond Dantès è finalmente libero.

  • Curiosità: L’abate Faria non è importante soltanto perché aiuta Edmond a progettare la fuga: è anche colui che gli rivela l’esistenza del tesoro dell’isola di Montecristo. Nel romanzo, Faria racconta di aver ricostruito attraverso documenti e testimonianze la storia del tesoro appartenuto alla famiglia Spada e nascosto sull’isola. Dopo la fuga, Dantès riuscirà effettivamente a trovarlo, diventando così immensamente ricco. È proprio questa ricchezza, insieme alle conoscenze acquisite durante la prigionia, che gli permetterà di assumere la nuova identità del Conte di Montecristo e di preparare la propria vendetta.

Isaac Asimov

📖 Isaac Asimov è uno degli autori che hanno maggiormente contribuito a immaginare il rapporto tra esseri umani e robot nella fantascienza. Nei suoi racconti introdusse le Tre Leggi della Robotica, un insieme di principi che stabiliscono come i robot debbano comportarsi nei confronti degli esseri umani e di se stessi. La prima legge stabilisce che un robot non può fare del male a un essere umano né permettere, attraverso la propria inazione, che un essere umano subisca un danno; la seconda impone al robot di obbedire agli ordini degli esseri umani, salvo quando questi entrano in conflitto con la prima legge; la terza stabilisce che il robot deve proteggere la propria esistenza, purché ciò non contrasti con le prime due. Le tre leggi furono introdotte nella loro forma canonica nel racconto Runaround, pubblicato nel 1942.

L’idea interessante è che Asimov non le utilizzò semplicemente come un codice di comportamento che i robot seguono senza problemi. Al contrario, molti suoi racconti nascono proprio dalle situazioni in cui le tre leggi entrano in conflitto o vengono interpretate in modo inatteso. In questo modo il robot diventa anche uno strumento narrativo per riflettere sulla responsabilità, sulle conseguenze delle regole e sulla difficoltà di stabilire che cosa significhi davvero “fare del male” o “proteggere” qualcuno.

  • Curiosità: Le Tre Leggi sono diventate così famose da essere entrate nel linguaggio comune quando si parla di robot e intelligenza artificiale, ma non furono concepite come vere leggi scientifiche della robotica: sono un’invenzione letteraria di Asimov. La loro forza sta proprio nel meccanismo narrativo: una regola apparentemente semplice può produrre conseguenze imprevedibili quando un robot deve applicarla a una situazione complessa. Per questo Asimov costruì numerosi racconti giocando sulle ambiguità delle tre leggi e sulle difficoltà di interpretarle correttamente. La Library of Congress ricorda infatti come le leggi di Asimov siano state successivamente riprese e citate anche al di fuori della sua narrativa.
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