Io, robot

di Isaac Asimov

«Ho prima visto il film, poi, per curiosità, ho letto il libro. Mio marito continuava a magnificarmi Asimov, e allora, per curiosità, ho iniziato. E non mi sono più fermata! Isaac Asimov, attraverso nove racconti la cui protagonista è Susan Calvin, la psicologa dei robot dal cervello positronico, descrive tante storie: da una di queste è tratto il film.

Ma il libro è più bello! È stupefacente pensare come nel 1950 lui avesse già postulato quella che oggi per noi è realtà: l’intelligenza artificiale. Imponente architettura logica e lettura scorrevole.

Tre sono le leggi della Robotica, indelebili e a cui nessun robot può sottrarsi:

  1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questo non contrasti con la Prima o la Seconda Legge.

Però accade l’inaspettato, e tra tutti quei robot programmati alla perfezione ce n’è uno diverso dagli altri… E la domanda, allora come oggi, resta la stessa: cosa succede se, per applicare la prima legge — la difesa dell’essere umano — il robot deve togliergli la libertà? E fin dove può spingersi un algoritmo prima di superare quel confine?

Leggetelo questa estate, perché nonostante i settantacinque anni resta attualissimo.»

Clelia Del Prete

ROMANZO | MONDADORI | PAGG. 288 | 1950 | CLASSICI

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