La levatrice

di Bibiana Cau

«Quando un romanzo è ambientato in una specifica regione italiana, si pensa possa interessare solo i suoi abitanti. Non è questo il caso de La levatrice di Bibiana Cau (edizioni Nord), che affonda la narrazione nella Sardegna ma restituisce sentimenti e rabbia assolutamente universali, legati alla condizione della donna nella società matriarcale degli albori del ‘900.

Ci si affeziona subito a Mallena, la protagonista dallo sguardo duro come le rocce ma capace di straripanti tenerezze. È la levatrice dell’immaginario paese di Norolani, non perché ne abbia titolo — è analfabeta — ma perché sa cosa serve davvero alle partorienti, nel corpo e nell’animo. La sua assistente è la natura, con le erbe che curano e non costano nulla, e la sua parcella è la riconoscenza altrui.

Ma quando l’adorato marito Jubanne torna dal fronte nel 1917, gravemente ferito, le erbe non bastano più: servono soldi per le medicine. Mallena si rivolge per la prima volta alle Istituzioni, ma le voltano le spalle: senza diploma non può più fare la levatrice. È disperata, finché non trova tutte le donne del paese dalla sua parte.

È un romanzo vitale, che insegna ad amare la giustizia e a combattere i soprusi. Chiudo con le parole di una madre che lottava per Mallena: “La legge è quella che ha mandato mio figlio a morire, e non mi hanno restituito nemmeno i pantaloni”».

Davide Grosso

ROMANZO | CASA EDITRICE NORD | PAGG. 406 | 2025 | ROMANZO STORICO

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