In un tempo in cui la tecnologia promette di semplificare la vita, ma silenziosamente la invade, un gruppo di persone comuni che lavorano in un ospedale qualunque, viene trascinato in un territorio che nessuno aveva previsto: quello delle emozioni.
ROMANZO | PAGG. 290 | 2025 | NARRATIVA

In un tempo in cui la tecnologia promette di semplificare la vita, ma silenziosamente la invade, un gruppo di persone comuni che lavorano in un ospedale qualunque, viene trascinato in un territorio che nessuno aveva previsto: quello delle emozioni. Non quelle dichiarate, ma quelle nascoste, intime, vulnerabili. Quelle che ci definiscono più dei ricordi stessi.
Clara, giovane infermiera che sente troppo e trattiene tutto, avverte una crepa nella sua quotidianità: ricordi che non combaciano, volti che scivolano via come immagini d’acqua, una donna sconosciuta che pronuncia il suo nome con la familiarità di un legame antico. Accanto a lei c’è Luca, presenza discreta e tenace, oltre ad un piccolo gruppo di colleghi che ogni giorno attraversano i corridoi dell’ospedale senza sapere che, dietro alcune porte, si custodisce una verità molto più grande di loro.
Man mano che i fili si intrecciano, ciò che sembrava smarrimento diventa un viaggio dentro il cuore umano, dove la fragilità si trasforma in forza e la paura in un modo nuovo di guardarsi. È un cammino che tocca la memoria, la fede, la scienza e quella zona grigia in cui la nostra identità si costruisce ma un po’ si sgretola.
Nulla da sentire è un romanzo che sfiora il thriller e affonda nell’anima. Un racconto sulla vulnerabilità e sul coraggio, su ciò che perdiamo e ciò che scegliamo di custodire. Una storia che ci ricorda che, anche nell’epoca degli algoritmi, la parte più autentica di noi resta irriducibile: il nostro sentire. Un libro che si legge come un respiro trattenuto, che accompagna, graffia, consola e alla fine lascia una domanda semplice e enorme: quanto di ciò che siamo nasce davvero da noi?