Sono infermiera e lavoro da 33 anni nel mondo della cura, in quel confine sottile dove la vita e la morte si sfiorano ogni giorno.
Mi occupo di comunicazione e gestione emotiva, perché credo che sentire non sia un errore di sistema, ma una forma di intelligenza profonda: le emozioni devono essere abitate, accolte e gestite al meglio delle nostre possibilità.
In ospedale ho imparato che non sono solo i corpi ad avere bisogno di attenzione, e la mia passione nasce lì, nei silenzi delle stanze, negli sguardi che chiedono ascolto, nelle parole che spesso non troviamo o non riusciamo a dire.
Scrivo e formo perché temo un mondo che funziona perfettamente, ma non “sente” più. Racconto ciò che conosco, ed è da qui che hanno origine le mie storie: la fragilità, il coraggio, l’umanità che resiste anche quando tutto spinge a semplificare.

In un tempo in cui la tecnologia promette di semplificare la vita, ma silenziosamente la invade, un gruppo di persone comuni che lavorano in un ospedale qualunque, viene trascinato in un territorio che nessuno aveva previsto: quello delle emozioni.
ROMANZO | NARRATIVA