Profumi di Sicilia. Un viaggio tra i ricordi

Profumi di Sicilia è un viaggio autobiografico intenso e vibrante, in cui Giovanna Nilo apre le porte della memoria per riportare alla luce la sua terra d’origine.

ROMANZO | PAGG. 75 | 2021 | NARRATIVA

“Profumi di Sicilia”, romanzo di Giovanna Nilo

Il libro

Non è semplicemente un libro di ricordi: è una dichiarazione d’amore alla Sicilia, ai suoi profumi, ai suoi silenzi, alle sue contraddizioni e alle sue infinite bellezze, capace di trasformare la memoria personale in un patrimonio emotivo universale. La narrazione si sviluppa come un lungo ritorno interiore. L’autrice, ormai adulta e residente in Piemonte dopo aver costruito una famiglia e una carriera nel mondo dell’insegnamento, sente il richiamo delle origini farsi sempre più forte. La distanza geografica non spegne il legame con la sua isola, anzi lo intensifica. Lì, tra Castelvetrano e Selinunte, si trovano i luoghi dove è cresciuta, gli scenari che hanno modellato il suo carattere e il modo in cui guarda il mondo. Seguendo il filo dei ricordi, il lettore viene trascinato nelle atmosfere di un’infanzia semplice ma ricchissima di suggestioni: le estati trascorse tra il mare e le rovine greche di Selinunte, il calore del sole sulle pietre antiche, le voci dei pescatori, i profumi della cucina casalinga, il vento che porta con sé l’odore degli agrumeti e dell’olio nuovo, i pomeriggi pieni di gioco, di attese e di scoperte. Sono pagine che profumano di casa, di buono, di tempo che scorre lento e prezioso. Il lettore sente quasi di essere lì, accanto alla bambina Giovanna, a osservare lo stesso paesaggio fatto di mare limpido, campagne assolate e tradizioni incastonate nella vita quotidiana. Ma Profumi di Sicilia non è un libro idilliaco: è anche il racconto del distacco, di ciò che si perde quando si lascia una terra che ha segnato profondamente l’identità di una persona. L’autrice affronta il tema della migrazione interna, dell’adattamento a una nuova realtà del Nord Italia, così diversa per clima, mentalità e ritmo di vita. Eppure, nello sradicamento, la Sicilia continua a vivere dentro di lei, come una luce incastonata nel cuore. Il ritorno alla memoria diventa allora una forma di consolazione, ma anche un atto di ricostruzione: ogni odore, ogni sapore, ogni immagine evocata serve a ricollegare ciò che il tempo aveva sparpagliato. Il libro diventa così una lunga lettera alla terra madre, un tentativo di conservarla integra, nonostante i cambiamenti della vita. Giovanna Nilo dimostra un talento particolare nel rendere la dimensione sensoriale della Sicilia: non descrive la sua infanzia, la fa respirare al lettore. I profumi, in particolare, diventano i veri protagonisti del libro — la zagara, il basilico, il mare, il pane appena sfornato, l’erba secca scaldata dal sole estivo —  quasi guidano la narrazione. Nel suo racconto l’intimo si intreccia al collettivo: la vita familiare, le feste popolari, i riti, la cultura contadina, la presenza della storia millenaria che avvolge la Sicilia come un velo sempre presente. Alle memorie personali si affacciano i grandi temi del legame con le radici, dell’identità, del rapporto fra passato e presente. Alla fine, Profumi di Sicilia lascia una sensazione dolce e malinconica: quella di un viaggio che non finisce mai, perché la terra d’origine continua a vivere in chi l’ha abitata, a volte in maniera ancora più intensa quando è stata lasciata. È un libro per chi ama la Sicilia, per chi desidera capirla un po’ di più, ma anche per chiunque voglia ritrovare nella propria memoria la geografia emotiva della propria infanzia. Un’opera delicata e luminosa, che trasforma il ricordo in poesia.

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