Quello che possiamo sapere

di Ian McEwan

«Consigliamo questo libro a chi cerca una lettura che faccia riflettere sul peso della storia e su quanto siamo pronti a idealizzare un passato che, in fondo, non ci appartiene. Nel 2119, in un mondo sommerso dopo il Grande Disastro, lo studioso Thomas Metcalfe è ossessionato dalla ricerca di un poema perduto: Una corona per Vivien, composto nel 2014 dal poeta Francis Blundy per la moglie, recitato una sola volta e mai più ritrovato. Ci ha colpito come Ian McEwan riesca a far convivere il giallo letterario con la fantascienza, senza mai perdere di vista i personaggi in carne e ossa dietro entrambe le epoche. La sua forza sta nella scrittura evocativa, capace di rendere accessibile anche una trama che si muove su due piani temporali e due punti di vista narrativi. Ci ha colpito anche un dettaglio: chi vive nel presente lascia tracce ovunque, dai messaggi alle email, ed è proprio da quelle tracce che, un secolo dopo, si riesce a ricostruire ogni segreto. Lo consigliamo per l’estate perché è una lettura che richiede attenzione ma ripaga, capace di far riflettere su quanto poco, in fondo, sapremo mai davvero degli altri».

Redazione de Il piacere di raccontare

ROMANZO | EINAUDI | PAGG. 376| 2025 | NARRATIVA CONTEMPORANEA

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