Laboratorio di scrittura autobiografica a cura di Elena Salem 😊.
«Il lato oscuro di me».
Cari amici ❤️, raccontate un momento in cui avete tenuto nascosto qualcosa di voi: un pensiero, un desiderio, una paura, un lato del vostro carattere che non mostrate facilmente.
In quale situazione è emerso, anche solo per un attimo?
🌺 Non tutto ciò che siamo trova spazio fuori. Alcune parti restano in silenzio, per scelta o per necessità. Ma a volte basta una crepa perché vengano fuori, anche contro la nostra volontà. La vostra storia può partire da un’esperienza personale, ma può anche essere completamente inventata. Potete scrivere in prima o in terza persona, anche di un protagonista immaginario. Ciò che conta è il momento in cui questa parte nascosta si avvicina alla luce — e quello che succede dopo. Non dimenticate che il protagonista della vostra storia deve confrontarsi con questa parte di sé.
Potete scrivere solo UNA STORIA di massimo 3 cartelle (ovvero, 90 righe) a persona nei commenti qui sotto. Avete tempo fino al 27 maggio. Avviseremo per mail i selezionati. Il nome verrà segnalato sull’Albo d’oro de Il piacere di raccontare e le storie pubblicate sulla Vetrina della Creatività.
Buona scrittura 🤗!
Il Laboratorio di scrittura autobiografica è pensato per chi vuole scrivere di sé – una storia autobiografica – in prima persona, o attraverso una storia di fantasia. La scrittura è un potente strumento terapeutico, ma lo è in modo indiretto perché costruendo il nostro racconto, noi rivediamo parti di noi, ripensiamo al nostro passato, mettiamo a fuoco pensieri. Insomma, chiariamo meglio a noi stessi la fase che stiamo vivendo, o che abbiamo vissuto.
Ma il nostro compito è quello di costruire una storia che abbia la forma di un racconto, con un inizio, uno svolgimento e una fine. L’effetto terapeutico è indotto dalla narrazione. Quindi la valutazione in questa rubrica sarà sull’efficacia della costruzione del racconto dal punto narrativo. La scrittura autobiografica serve sì a noi stessi, ma aiuta anche i nostri lettori, facendo scattare meccanismi di identificazione con i personaggi e la situazione che mettiamo in scena.
In ogni sessione del Laboratorio, indicheremo un tema che può essere da spunto al racconto autobiografico che dovete costruire.
Ogni volta suggeriremo due libri da leggere costruiti in una forma autobiografica. I libri che vi consigliamo questa settimana sono: “Diario di un dolore”, C. S. Lewis e “Wild”, Cheryl Strayed.
“Diario di un dolore”, C. S. Lewis
“Nessuno mi aveva mai detto che il dolore assomiglia tanto alla paura. Non che io abbia paura: la somiglianza è fisica. Gli stessi sobbalzi nello stomaco, la stessa irrequietezza, gli sbadigli. Inghiotto in continuazione“.
“Wild”, Cheryl Strayed
“Non si può sapere perché accade una cosa e non un’altra, quale forza ci guida, quale forza ci distrugge, quale forza ci fa crescere o morire o prendere un’altra strada”.