Scrivi un racconto a partire dal tema: la cosa più difficile che ho detto o che non ho detto

by Elena Salem

Laboratorio di scrittura autobiografica a cura di Elena Salem 😊.

«La cosa più difficile che ho detto o che non ho detto».  Avete tempo fino al 17 settembre per partecipare. 

Cari amici ❤️, raccontate il momento in cui avete trovato il coraggio di pronunciare parole che rimandavate da tempo — oppure la scelta, dolorosa o inevitabile, di custodire per sempre un silenzio. Una confessione, una richiesta, un addio, un perdono espresso o taciuto. A chi erano (o non erano) rivolte? E cosa è cambiato in voi e nella situazione?

🌺 Alcune parole sembrano pesare più di altre. Le prepariamo per giorni, mesi o perfino anni. E quando finalmente escono, niente resta davvero uguale. La vostra storia può partire da un’esperienza personale oppure essere completamente inventata.

🌺 Potete scrivere in prima o in terza persona, anche di un protagonista immaginario. Ciò che conta è il momento in cui questa parte nascosta si avvicina alla luce — e quello che succede dopo. Non dimenticate che il protagonista della vostra storia deve confrontarsi con questa parte di sé.

Potete scrivere solo UNA STORIA di massimo 3 cartelle (ovvero, 90 righe) a persona nei commenti qui sotto. Avviseremo per mail i selezionati.  Il nome verrà segnalato sull’Albo d’oro de Il piacere di raccontare e le storie pubblicate sulla Vetrina della Creatività.

Buona scrittura 🤗!

Il Laboratorio di scrittura autobiografica è pensato per chi vuole scrivere di sé – una storia autobiografica – in prima persona, o attraverso una storia di fantasia. La scrittura è un potente strumento terapeutico, ma lo è in modo indiretto perché costruendo il nostro racconto, noi rivediamo parti di noi, ripensiamo al nostro passato, mettiamo a fuoco pensieri. Insomma, chiariamo meglio a noi stessi la fase che stiamo vivendo, o che abbiamo vissuto.

Ma il nostro compito è quello di costruire una storia che abbia la forma di un racconto, con un inizio, uno svolgimento e una fine. L’effetto terapeutico è indotto dalla narrazione. Quindi la valutazione in questa rubrica sarà sull’efficacia della costruzione del racconto dal punto narrativo. La scrittura autobiografica serve sì a noi stessi, ma aiuta anche i nostri lettori, facendo scattare meccanismi di identificazione con i personaggi e la situazione che mettiamo in scena.

In ogni sessione del Laboratorio, indicheremo un tema che può essere da spunto al racconto autobiografico che dovete costruire.

Ogni volta suggeriremo due libri da leggere costruiti in una forma autobiografica. I libri che vi consigliamo questa settimana sono: «Lettera al padre» di Franz Kafka e «L’essico famigliare» di Natalia Ginzburg

“Lettera al padre”, Franz Kafka

“Mi era impossibile parlare liberamente con te, il mio modo di parlare era diventato stentato, persino il mio silenzio era un’ammissione di colpa.”

“Lessico famigliare”, Natalia Ginzburg

“Nella mia vita di famiglia non ho memoria di una sola volta in cui ci fossimo detti una parola d’affetto o di consolazione. Ci volevamo bene, ma la sola idea di esprimere questo bene a parole ci sembrava buffa e ci riempiva di pudore e di vergogna.”

Vuoi partecipare alle nostre sfide creative?

Diventa un Amico Sostenitore!

Listen to this article