Oggi Charlie Chaplin, uno dei grandi della storia del cinema mondiale, spegnerebbe le candeline (video all’interno). Eppure, la sua storia comincia molto lontano da Hollywood. Nato a Londra nel 1889, Chaplin cresce in condizioni di estrema povertà. Il padre muore di alcolismo quando lui è ancora bambino, la madre — attrice — viene più volte ricoverata per problemi psichiatrici. Charlie e il fratello Sidney finiscono nelle workhouses, le strutture destinate agli indigenti. È qui che si forma il suo sguardo: osserva le persone, i loro gesti, la loro capacità di resistere. Una materia umana che porterà, anni dopo, dentro il suo cinema.
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- Dietro l’apparenza
Addio a BB, sensualità, scandalo, mito. La scelta dell’animalismo e di sottrarsi allo “sguardo” dell’opinione pubblica
Di lei si è parlato per decenni come di una sigla, “BB”, come se due lettere bastassero a spiegare un destino. Si è parlato della diva, della sensualità, dello scandalo, del mito. Si è parlato molto meno di un’altra traiettoria: l’animalismo. Una scelta totalizzante, una dedizione che sposta l’asse della sua storia, da donna guardata a donna che prende posizione, da icona consumata a coscienza che disturba.
Nata a Parigi nel 1934, cresciuta in una famiglia borghese e devota, educata alla disciplina e alla distanza formale (al punto da dare del “lei” ai genitori), portava addosso una postura che qualcuno scambiò per arroganza e che invece era un istinto, non farsi rimpicciolire. La sua vita prende velocità per una coincidenza che sembra una predizione, una copertina, la ragazza “Bichette”, l’incontro con Roger Vadim e l’urto con un mondo che voleva amministrare la libertà femminile come fosse un patrimonio di famiglia. La pistola del padre puntata contro Vadim per un rientro oltre mezzanotte e il tentativo di suicidio di lei dicono più di mille biografie, Bardot entra nella scena pubblica avendo già conosciuto il controllo, il giudizio, la fragilità trattata come colpa. - Date che contano
Il 28 dicembre 1895 nasceva il cinema. A inventare il “cinematografo” furono i fratelli Lumiére
by Elena Salemby Elena SalemIl 28 dicembre 1895 è una data che ha modificato per sempre il nostro sguardo sul mondo. Quel giorno, al Grand Café di Parigi, al numero 14 di Boulevard des Capucines, si tenne la prima proiezione cinematografica della storia con un pubblico pagante. A rendere possibile quell’evento fu il cinematografo, uno strumento inventato dai fratelli Auguste e Louis Lumière, allora poco più che trentenni. Un dispositivo capace non solo di registrare immagini in movimento, ma anche di proiettarle su uno schermo davanti a più persone contemporaneamente. Un dettaglio decisivo: per la prima volta, la visione diventava collettiva.