Rosa canina

Rosa canina, nel corso della sua lunga genesi, ha avuto diversi titoli tra cui Trilogia dell’infanzia. Poi, continuando nell’elaborazione, mi sono resa conto che il focus non era l’infanzia, ma i segni di salvezza, cioè quei segni che rimandano ad una dimensione sovrannaturale, in essa presenti. E fra questi il più potente, almeno per me, era la rosa canina, con le sue bacche scarlatte in pieno inverno.

ROMANZO | PAGG. 94 | 2021 | NARRATIVA

Il libro

Rosa canina, nel corso della sua lunga genesi, ha avuto diversi titoli. Uno di questi era Trilogia dell’infanzia (di cui ha conservato l’impianto; infatti l’opera è suddivisa, secondo un criterio spazio-temporale, in tre parti: la primissima, la seconda e la terza infanzia). Poi, continuando nell’elaborazione, mi sono resa conto che il focus non era l’infanzia, ma i segni di salvezza, cioè quei segni che rimandano ad una dimensione sovrannaturale, in essa presenti. E fra questi il più potente, almeno per me, era la rosa canina, con le sue bacche scarlatte in pieno inverno. Pianta antichissima, che resiste al freddo e al caldo, la rosa canina non subisce attacchi da parassiti, ed è usata come erba medicinale. Plinio il Vecchio sosteneva che, per rivelazione divina, la radice di rosa canina era l’unico rimedio contro la rabbia, malattia che rende folli animali e uomini. Essa inoltre è una specie “pioniera”, cioè che ama i terreni incolti, aridi, ed esposti al vento, dove prospera e fruttifica. Ma soprattutto essa nutre e trasforma tali terreni, rendendoli idonei alle piante più fragili.

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