Oggi Alda Merini resta un punto di riferimento perché ha dato corpo e voce a ciò che spesso rimane invisibile, ovvero la fragilità, la diversità, la ferita che diventa forza. In un tempo che confonde la cura con l’efficienza e la parola con il rumore, la sua poesia torna come un atto di verità, una forma di resistenza umana.
Come ha ricordato Maria Corti – che negli anni Cinquanta sostenne Alda Merini quando la poetessa era ancora quasi sconosciuta e le garantì una legittimazione critica in un ambiente accademico spesso diffidente verso le voci marginali o “irregolari” – Merini ha trasformato la scrittura in una via di rinascita personale e civile.
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