Quando si parla di intelligenza artificiale “generativa”- cioè un sistema che memorizza una serie di dati per generare idee, suggerimenti e contenuti a seguito di una richiesta da parte di un utente – si pensa spesso agli errori più evidenti. Sono quelli che fanno rumore come le informazioni inventate, citazioni inesistenti, dati sbagliati. Chi usa questi strumenti li riconosce subito. Li vede, li corregge, a volte si arrabbia. Questi errori sono fastidiosi, ma almeno sono visibili. Esiste però un altro problema, molto più nascosto. Non appare come un errore e per questo passa quasi inosservato. Possiamo chiamarlo “contaminazione del linguaggio”. Quando succede non ce ne accorgiamo subito. Ma nel tempo il modo in cui scriviamo e pensiamo rischia di diventare più povero.
Nuove frontiere
- Intelligenza ArtificialeNuove frontiere
L’Intelligenza Artificiale produce idee. Tante. Veloci, forse anche troppe. Sono apparentemente nuove. Ma quasi sempre riconoscibili. Familiari. Già viste, anche se non sappiamo dire dove. Questa non è una debolezza tecnica, ma è una proprietà strutturale del funzionamento dell’IA. Guardate l’immagine che ho generato, riproduce la classica lampadina che rappresenta il concetto dell’idea creativa. E’ il trionfo della banalità. Non perché sia sbagliata, ma perché è un’immagine già pronta: un segno che abbiamo imparato a riconoscere senza più interrogarlo.
Quando mi chiedono come si allena il pensiero creativo, la prima cosa che chiarisco è un equivoco diffuso. La creatività non è un talento innato riservato a pochi, né un momento di ispirazione casuale. È una capacità cognitiva allenabile, come la capacità di orientarsi in situazioni complesse. La differenza è che, per molto tempo, non abbiamo avuto né il linguaggio né gli strumenti per trattarla come tale.
Cambiare il modo di pensare è la cosa più difficile del mondo. Cambiare idea è semplice. Cambiare il modo di pensare è quasi impossibile per certe persone. Oramai la mia è una certezza. Sono più vent’anni che osservo il comportamento delle persone in rete.