Adolescence, la nuova serie Netflix andrebbe portata nelle scuole. Tutti dovrebbero vederla e discuterne.

by Elena Salem
Adolescence, la nuova serie Netflix andrebbe portata nelle scuole. Tutti dovrebbero vederla e discuterne.
In questo weekend ho guardato le quattro puntate della miniserie britannica “Adolescence” di Netflix.  Tutti dovrebbero vederla. Insegnanti, genitori e ragazzi. Vederla e discuterne.
 
Adolescence andrebbe portata nelle scuole. Jamie, il tredicenne protagonista della serie, potrebbe essere nostro figlio, nipote, fratello o il figlio del vicino di casa.
 

Il male mette radici anche in un mondo normale

La violenza non si annida necessariamente  nella devianza. O in situazioni estreme. Il male mette radici anche in un mondo normale e ci tocca molto da vicino. Se non ci si guarda intorno. Se non si ha sensibilità di capire e cogliere le fragilità umane.
 
 

Adolescence non giudica e non cerca colpevoli facili

Adolescence non giudica e non cerca colpevoli scontati. Ma vuole mostrare la tragedia nella sua complessità.
 
La serie va guardata anche alla luce dei fatti di cronaca. Quando cerchiamo di dare una risposta alla domanda che ci poniamo ogni volta che leggiamo, o ascoltiamo le testimonianze degli amici, dei vicini di casa di qualcuno che ha commesso un delitto efferato. «Sembrava un ragazzo normale, come tanti, gentile, educato». E allora perché l’ha fatto. Cosa è accaduto nella sua testa?
L'attore Owen Cooper, nei panni di Jamie, nella serie Netflix "Adolescence".

L’attore Owen Cooper, nei panni di Jamie, nella serie Netflix “Adolescence”.

I turbamenti dell’adolescenza

La storia ci immerge nei turbamenti dell’adolescenza. E racconta la storia di Jamie, un tredicenne che come tanti si sente inadeguato, “brutto”, incapace di avere successo con le ragazze e in tante altre cose.
Sta male e si rinchiude nella sua stanza. Si rifugia nei social.
 
Accanto a lui ci sono dei genitori che gli vogliono bene, ma non sanno decodificare cosa sta accadendo al loro figlio.  Forse non hanno neanche la pazienza di ascoltarlo.
 
E lui deraglia. Il bullismo fa presa sulle fragilità di un età in cui si è tutto e nessuno.

Attenzione, comprensione e ascolto 

Quello che emerge potentemente da Adolescence è che turbamenti di un ragazzo in questa delicata fase della vita richiedono prima di tutto attenzione, comprensione e guida.
Da parte di genitori, ma anche degli insegnanti che devono capire i ragazzi e aiutarli in questa delicata fase di passaggio.

La scuola ha un ruolo molto importante nell’individuare il bullismo

La scuola ha un ruolo molto importante nell’individuare fenomeni di bullismo.
Perché la solitudine interiore e le insicurezze possono trasformarsi in rabbia. Una rabbia che perde il controllo. Portando a conseguenze tragiche che nessuno poteva immaginare. Neanche chi quel male lo ha fatto.
L’amore nei confronti dei figli da solo non basta, se non è anche guida, ascolto e presenza costante. 
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