Ci pensiamo davvero, ogni tanto, a quanto siano difficili le relazioni? Crediamo di essere “liberi” mentre siamo, in parte, conseguenze. Conseguenze non dichiarate di ciò che gli altri sentono, di ciò che chiedono, di ciò che temono. Eppure ci bastiamo, o almeno ci raccontiamo che ci basta, perché la famiglia, per definizione, è casa. La famiglia è quel posto mentale dove immagini che il perimetro non cambi, dove la presenza altrui sia un diritto acquisito, mio padre, mia madre, i miei fratelli, le mie sorelle, mio marito, mia moglie saranno lì. Per sempre. È giusto così. È naturale così. Solo che non è vero.
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