Quando si parla di intelligenza artificiale “generativa”- cioè un sistema che memorizza una serie di dati per generare idee, suggerimenti e contenuti a seguito di una richiesta da parte di un utente – si pensa spesso agli errori più evidenti. Sono quelli che fanno rumore come le informazioni inventate, citazioni inesistenti, dati sbagliati. Chi usa questi strumenti li riconosce subito. Li vede, li corregge, a volte si arrabbia. Questi errori sono fastidiosi, ma almeno sono visibili. Esiste però un altro problema, molto più nascosto. Non appare come un errore e per questo passa quasi inosservato. Possiamo chiamarlo “contaminazione del linguaggio”. Quando succede non ce ne accorgiamo subito. Ma nel tempo il modo in cui scriviamo e pensiamo rischia di diventare più povero.
Intelligenza ArtificialeNuove frontiere