Cari amici, oggi una notizia triste che riguarda la redazione e la community de Il piacere di raccontare. E’ venuta a mancare Patrizia Luppi, colonna portante del team de Il piacere di raccontare. Giornalista, editor, traduttrice, autrice, Patrizia era una donna di grande cultura e sensibilità, con un amore profondo per le lingue e per l’italiano, che studiava con passione per coglierne ogni sfumatura.
Patrizia aveva il dono non comune di saperci “bacchetare” con simpatia di fronte a un uso improprio, o non preciso delle parole e della sintassi. Patrizia era me per – prima ancora che una collega – una vera amica. A lei spesso affidavo i miei “gropponi” e cioè il racconto delle difficoltà della vita e lei faceva lo stesso con me .
Era curiosa e attenta, innamorata dell’arte in tutte le sue forme, capace di raccontare la musica e le parole con precisione e grazia. Amava anche la cucina, e preparava piatti di culture diverse con la stessa cura che metteva nel suo lavoro, sempre con rigore e generosità.
Ci mancheranno il suo sorriso discreto, la sua ironia, la sua capacità di ascoltare e di dare il consiglio giusto, con quella delicatezza che era solo sua.
Il percorso professionale di Patrizia Luppi
Giornalista professionista, iscritta dal 1994 all’Associazione Nazionale dei Critici Musicali, Patrizia ha curato fin dal primo numero la pubblicazione dell’Annuario della critica musicale italiana, diventandone un punto di riferimento.
Ha fatto parte della redazione di testate specializzate come Musica Viva e Amadeus, collaborando anche con diversi quotidiani e periodici — tra cui il dorso milanese de La Stampa — nonché con Rai RadioTre e RaiSat Show. Per oltre dieci anni è stata direttrice di Esz News, il quadrimestrale delle Edizioni Suvini Zerboni, e vicepresidente dell’Associazione culturale Il Corriere Musicale.
Patrizia amava lo studio della lingua italiana e la sua scrittura era uno specchio della sua personalità, sensibile e colta, capace di cogliere l’essenza delle cose con equilibrio e profondità. Accanto all’attività giornalistica, Patrizia è stata anche editor, autrice e traduttrice per importanti case editrici italiane, tra cui Rizzoli, Sperling & Kupfer e Hachette.
Amava le lingue straniere, che studiava e praticava con passione, ma il suo vero amore era l’italiano. Approfondiva ogni aspetto della lingua, appassionandosi alla sua musicalità e alla sua struttura con lo sguardo curioso di chi non smette mai di imparare. Ma Patrizia era anche molto di più. Si interessava all’arte in tutte le sue forme, in particolare alla musica classica.
La sua umanità e ironia
Ci mancheranno il suo sorriso riservato, la sua ironia sottile, la capacità di trovare le parole giuste nel momento giusto. La sua presenza era sempre composta, mai invadente, ma capace di lasciare il segno. Patrizia non cercava i riflettori, ma sapeva illuminare chi aveva accanto.
La sua scomparsa lascia in noi un grande senso di perdita, ma anche un’eredità preziosa: l’esempio di chi ha vissuto la propria professione come un esercizio quotidiano di bellezza e rigore, generosità e profondità.
Ciao cara Patrizia, grazie per tutto quello che hai dato a me e a tutti noi.
