Nessuno meglio di Carlos Ruiz Zafón – uno degli scrittori spagnoli più letti al mondo, secondo soltanto a Miguel de Cervantes – ha celebrato il magico potere dei libri. Libri intorno ai quali ruotano i temi della memoria, del destino, dell’amicizia e dell’amore. Zafón ha raggiunto la notorietà internazionale con “L’ombra del vento”, pubblicato per la prima volta in Italia nel 2004 e che stato tradotto in quaranta lingue, vendendo oltre otto milioni di copie in tutto mondo
Il magico potere dei libri per Carlos Ruiz Zafón
Leggere Carlos Ruiz Zafón significa immergersi in una Barcellona ricca di fascino e mistero con personaggi indimenticabili che esprimono un messaggio potente: i libri possono cambiare la vita delle persone.
«Ogni libro, ogni volume che vedi qui, ha un’anima. L’anima della persona che l’ha scritto e di quelli che l’hanno letto e vissuto e sognato con esso. Ogni volta che un libro cambia mano, ogni volta che qualcuno scorre con gli occhi le sue pagine, il suo spirito cresce e si rafforza»
“L’ombra del vento”
I libri hanno cambiato anche la sua vita
I libri cambiano il corso della vita di tutti i protagonisti delle opere di Carlos Ruiz Zafón, così come la lettura di Victor Hugo, Charles Dickens, Edgar Allan Poe e Gabriel García Márquez hanno cambiato per sempre la sua, spingendolo ad abbandonare una carriera professionale di successo, per diventare uno scrittore.
La vita privata di Carlos Ruiz Zafón
Non si sa molto della vita privata di Zafón. Nasce a Barcellona il 25 settembre 1964 in una famiglia di umili origini. I nonni sono operai in fabbrica, il padre assicuratore, la madre casalinga, che però condivide con il figlio la passione per la lettura.
Dopo aver completato gli studi in un collegio di gesuiti, inizia a lavorare in pubblicità – una forma di narrazione anche questa, anche se finalizzata al marketing – e presto diventa direttore creativo di una grande agenzia.
Si è sposato giovanissimo, ma della sua ex moglie non sia mai stata rivelata l’identità, forse anche perché allora non era un personaggio noto. Il suo matrimonio si conclude all’inizio degli anni ’90.
È proprio in quell’epoca che lo scrittore decide di dare una svolta alla sua vita, lasciando la Spagna e trasferendosi a Los Angeles (California) dove vivrà sino alla sua morte, avvenuta a soli cinquantacinque anni.
Le sceneggiature ad Hollywood
È a Los Angeles che inizia a scrivere sceneggiature per Hollywood. Questa esperienza – come lui stesso ha dichiarato – arricchirà la sua capacità di costruire trame complesse con tanti personaggi, utilizzando tecniche narrative cinematografiche per mantenere alta la suspense.
Qui Carlos Ruiz sviluppa sin da subito una profonda passione per la letteratura e per la scrittura. Collabora regolarmente con le pagine culturali dei quotidiani spagnoli El País e La Vanguardia.
I romanzi per ragazzi
La sua carriera di scrittore inizia con la pubblicazione de “Il principe della nebbia” , il suo primo romanzo che gli vale il premio Edebé per la letteratura per ragazzi. A questo seguiranno gli altri, sempre per ragazzi, “Il palazzo della mezzanotte” (1995), “Le luci di settembre” (1995) e “Marina” (1999) che andranno a comporre “La trilogia della nebbia” un viaggio attraverso il mistero, l’avventura e la scoperta di segreti che mettono i giovani protagonisti, i gemelli Ben e Sheen, di fronte alle proprie paure.
“L’ombra del vento”
Ma è nel 2001 che Zafón pubblica il suo primo romanzo destinato ad un pubblico adulto, che lo porterà sulla ribalta della letteratura internazionale, “L’ombra del vento”. Prima opera della tetralogia dedicata al “Cimitero dei libri dimenticati” la biblioteca misteriosa e segreta che custodisce e protegge i libri perduti. Una metafora potente dell’immortalità delle storie e del potere salvifico della letteratura.
La storia si svolge tra il 1945 e il 1966 a Barcellona, una città segnata dalla guerra civile e oppressa dal franchismo. Il giovane protagonista, Daniel Sempere, vive con il padre Juan, proprietario di un modesto negozio di libri usati. Daniel è angosciato, non riesce a ricordare il volto della madre morta di colera da poco. Per cercare di alleviare il suo dolore, Juan lo porta al “Cimitero dei libri dimenticati”.
Qui, secondo la tradizione, Daniel adotta un libro che darà una svolta alla sua vita, “L’ombra del vento”, dello scrittore sconosciuto Julian Carax. Daniel è letteralmente folgorato dal romanzo e subito si mette a cercarne altri dello stesso autore. Scopre però che quella in suo possesso è l’unica copia dell’unica opera sopravvissuta. Così inizia a indagare sul mistero di Carax riportando alla luce storie di famiglie distrutte, amori fatali e proibiti, infanzie difficili, incondizionata amicizia, lealtà assoluta e follia omicida. La sua ricerca dura dieci anni e lo accompagna nella sua crescita fino a quando non sarà diventato adulto.
“L’ombra del vento” è incluso nell’elenco dei cento migliori libri spagnoli. Tradotto in quaranta lingue, venderà oltre 8 milioni di copie e sarà insignito del premio Barry per il miglior romanzo d’esordio nel 2005.
“Il gioco dell’angelo”
Nel 2008 Zafón pubblica il secondo romanzo della tetralogia, “Il gioco dell’angelo” (2008), ambientato nella Barcellona degli anni ’20. È la storia di David Martín, un giovane scrittore che firma un contratto con un misterioso editore, Andreas Corelli, per scrivere un libro che cambierà il mondo. I temi della manipolazione della narrazione e delle conseguenze che derivano dal vendere la propria anima per il successo sono centrali.
L’opera suggerisce l’idea che la scrittura e i libri possano essere strumenti capaci di creare realtà alternative e influenzare profondamente le vite di lettori e scrittori. Il contratto, sembra però segnare il destino di David con una serie di drammatiche vicissitudini. Anche qui, come nel romanzo precedente, la memoria gioca un ruolo fondamentale.
David Martín, è perseguitato dai ricordi dell’infanzia e delle esperienze passate. La sua ricerca della verità lo porta ad affrontare i propri demoni e a rivivere momenti cruciali della sua vita, rivelando come il passato continui a influenzare il presente.
Un grave lutto per Carlos Ruiz Zafón
Nel 2011 muore la madre di Zafón alla quale l’autore era molto legato e che lo aveva sempre sostenuto, anzi incoraggiato nel suo percorso letterario. Il senso di questa grave perdita si riflette nei suoi romanzi successivi, in particolare ne “Il prigioniero del cielo”, pubblicato lo stesso anno.
“Il prigioniero del cielo”
Questa storia, pubblicata in Spagna nel 2011, collega, con continui salti nel passato (flashback), “L’ombra del vento” con “Il gioco dell’angelo“, continuando ad approfondire il tema del potere dei libri, focalizzandosi però sulla perdita e sul ruolo del destino che si intreccia con i segreti del passato.
Il romanzo è ambientato nella Barcellona degli anni “50. Un individuo sospetto acquista una rara copia de “Il conte di Montecristo” nel negozio di libri di Daniel Sempere (già protagonista de “L’ombra del vento”). Dopo aver apposto una dedica misteriosa sul libro, lo sconosciuto chiede a Daniel di consegnarlo al suo amico Fermín (presente in entrambi i romanzi precedenti). Dopo averla letta il protagonista decide di indagare sul passato dell’amico. Scopre così un legame tra la morte di sua madre “Isabella” e lo scrittore maledetto David Martín (protagonista de “Il gioco dell’angelo”).
David aveva infatti tentato di proteggerla dalla minaccia di Mauricio Valls, il sovrintendente del carcere nel quale lui e Fermín erano stati rinchiusi anni prima. Valls è uno scrittore ambizioso, ma privo di talento. Aveva minacciato Martín di fare del male ai Sempere e, soprattutto a Isabella, se non avesse pubblicato i suoi scritti. Indagando su questo personaggio losco, simbolo del volto peggiore del franchismo, Daniel trova risposte ad alcuni dei dubbi che ha sempre avuto sulla morte della madre, ma senza raggiungere alcuna certezza.
Il finale è aperto e lascia numerosi interrogativi al lettore che si troverà a mettere in discussione molte di quelle che sembravano certezze acquisite nel romanzo precedente, “Il gioco dell’angelo”.
“Il labirinto degli spiriti”
Nel 2016 Zafón pubblica l’ultimo capitolo della saga del “Cimitero dei Libri Dimenticati”, che sarà anche l’ultimo della sua breve e intensa carriera. Anche in questo romanzo l’autore si concentra sulla memoria e sulla narrazione, questa volta però le interpreta come strumenti di resistenza contro l’oblio e la censura. Il libro diventa così un’arma contro l’oppressione dimostrando ancora una volta il potere della letteratura. La critica di Zafón alla società dell’epoca è evidente.
Ambientato nella Barcellona degli anni ’50, il romanzo segue Alicia Gris, un’investigatrice segnata dalla guerra civile spagnola, nella sua indagine sulla misteriosa scomparsa del ministro Mauricio Valls (già presente ne “Il prigioniero del cielo).
La sua ricerca conduce Alicia al “Cimitero dei Libri Dimenticati” dove scopre un libro raro che potrebbe rivelare segreti devastanti sul regime franchista. Alicia si unisce a Daniel Sempere, ancora ossessionato dalla morte della madre Isabella, e insieme hanno la conferma che Valls non solo era coinvolto nella sua morte, ma in moltissime altre atrocità. La storia si articola in un fitto intreccio di misteri svelati e vendette, che porta alla luce verità nascoste e culmina in una resa dei conti.
Negli ultimi anni della sua esistenza continua a scrivere, ma solo sceneggiature. Carlos Luis Zafon muore a Los Angeles il 19 giugno del 2020, poco dopo aver compiuto 55 anni, a causa di un tumore al colon.
«La morte non ha alcun potere sui ricordi, perché i ricordi sono il rifugio del cuore. Ed è nel cuore che i nostri cari continuano a vivere».
“L’ombra del vento”.
Ecco qui un elenco delle sue opere più importanti:
- “Il principe della nebbia“
- “L’ombra del vento”
- “Il gioco dell’angelo“
- “Il prigioniero del cielo“
- “Il labirinto degli spiriti“
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