Come Agatha Christie ha innovato il romanzo giallo

by Carolina Capria

In questo articolo viene ripercorsa la straordinaria parabola biografica e letteraria di Agatha Christie, dalla nascita del celebre investigatore Hercule Poirot in Poirot a Styles Court fino al successo mondiale dei suoi capolavori, come Assassinio sull’Orient Express e Dieci piccoli indiani. Viene approfondito il suo innovativo metodo di scrittura basato sul gioco leale con il lettore, l’influenza della sua esperienza come infermiera nella Prima guerra mondiale sulla conoscenza dei veleni, e la creazione di indimenticabili personaggi come Miss Marple. Infine, il testo esplora il legame profondo tra i suoi viaggi in Medio Oriente — compiuti insieme al secondo marito, l’archeologo Max Mallowan — e le ambientazioni dei suoi romanzi, concludendosi con il mistero irrisolto dei suoi undici giorni di scomparsa nel 1926.

Quando Agatha Christie comincia a scrivere, un detective di grande successo  esiste già. Arthur Conan Doyle ha creato Sherlock Holmes, uno straordinario investigatore capace di risolvere un delitto grazie all’intelligenza e all’osservazione e, prima di lui, Edgar Allan Poe ha affidato ad Auguste Dupin la soluzione di casi apparentemente impossibili.

Christie parte da questa tradizione, ma costruisce un gioco molto particolare con chi legge. Il lettore non deve soltanto seguire l’indagine: deve provare a risolverla.

Il lettore non deve soltanto seguire l’indagine: deve provare a risolverla.

Nei suoi romanzi un gruppo di persone si ritrova spesso in uno spazio circoscritto: una casa, un albergo, un’isola, persino un treno bloccato dalla neve. Qualcuno viene ucciso e il colpevole si trova quasi sempre tra persone apparentemente normali: un parente, un amico, un vicino, un compagno di viaggio.

Christie dissemina la storia di indizi, contraddizioni e false piste. Un oggetto fuori posto, una frase pronunciata durante una conversazione o un comportamento apparentemente insignificante possono diventare decisivi. Gli elementi necessari per arrivare alla soluzione sono davanti agli occhi del lettore, anche se Christie cerca continuamente di attirare la sua attenzione altrove.

Agatha Christie offre al lettore.possibilità di mettere insieme il puzzle, a differenza dei suoi celebro colleghi.

Hercule Poirot e le “celluline grigie”.

È ciò che fa anche Hercule Poirot. L’eccentrico investigatore belga non è un uomo d’azione: osserva le persone, ascolta ciò che raccontano, nota le contraddizioni e

David Suchet nei panni di Poirot,1989

si affida soprattutto a quelle che chiama le proprie “celluline grigie”. Per Poirot comprendere un delitto significa prima di tutto comprendere le persone coinvolte.

Per questo nei romanzi di Christie il mistero non riguarda soltanto chi ha commesso l’omicidio, ma perché lo ha fatto. Dietro l’apparente tranquillità di una famiglia, di un gruppo di amici o di una piccola comunità possono nascondersi gelosie, rancori, interessi economici e segreti.

L’infanzia di Agatha Christie e la sua passione per i veleni

Agatha Miller cresce in modo piuttosto insolito per una bambina inglese di fine Ottocento. Non frequenta le scuole elementari e riceve gran parte della propria educazione in casa. Impara a leggere da sola quando è ancora molto piccola e trascorre molto tempo inventando storie e personaggi immaginari.

La sua infanzia cambia con la morte del padre, che lascia la famiglia in una situazione economica più difficile. Agatha continua intanto a coltivare la passione per la scrittura: compone poesie, racconti e prova a inviarne alcuni alle riviste, ricevendo diversi rifiuti.

Il primo matrimonio di Agatha Christie

Nel 1914 sposa Archibald Christie, ufficiale dell’esercito britannico. Poco dopo scoppia la Prima guerra mondiale e Agatha presta servizio volontario prima come infermiera e successivamente nel dispensario di un ospedale.

È qui che acquisisce una conoscenza destinata a tornare continuamente nei suoi romanzi: quella dei farmaci e dei veleni.

Impara come agiscono diverse sostanze, quali dosi possono diventare pericolose e quali sintomi provocano. Anni dopo utilizza queste conoscenze per costruire alcuni dei delitti dei suoi libri. Il veleno diventa infatti uno dei metodi di omicidio più ricorrenti nei romanzi di Agatha Christie.

Agatha Christie e la sfida con la sorella maggiore

L’idea di scrivere un romanzo poliziesco nasce anche da una sfida con la sorella maggiore Madge. Agatha è convinta di poter scrivere un buon giallo. Mla sorella sostiene che costruire un mistero capace di tenere insieme indizi, sospetti e soluzione sia molto più difficile di quanto sembri e mette in dubbio le sue capacità di riuscirci.

Agatha decide di provarci. Per il suo primo romanzo ha bisogno innanzitutto di un suo investigatore. Un investigatore diverso da quello dei suoi celebri predecessori.

Nasce così Hercule Poirot, un piccolo uomo belga dai baffi curatissimi, estremamente ordinato e attento ai dettagli. Non risolve i casi grazie alla forza fisica: osserva, ascolta, mette a confronto le versioni dei sospettati e si affida alle sue celebri “celluline grigie”.

All’inizio Agatha Christie riceve rifiuti dagli editori

Anche il delitto scelto per il suo esordio nasce da ciò che Agatha conosce personalmente. In Poirot a Styles Court, una ricca donna viene avvelenata e Poirot deve scoprire chi, tra le persone che vivono nella sua casa, è responsabile dell’omicidio.

Il manoscritto, però, non trova immediatamente un editore. Agatha riceve diversi rifiuti prima che la casa editrice John Lane accetti di pubblicarlo. 

Il romanzo esce nel 1920 e segna l’inizio della lunga carriera di Agatha Christie.

La crisi del 1926: Agatha Christie scompare

Il 1926 è uno degli anni più difficili della vita di Agatha Christie. In primavera muore sua madre, alla quale è profondamente legata. Nello stesso periodo il matrimonio con Archibald Christie entra in crisi: il marito si innamora di un’altra donna, Nancy Neele, e chiede ad Agatha il divorzio.

La sera del 3 dicembre 1926, dopo una discussione con il marito, Agatha Christie esce di casa in automobile. E scompare.

La mattina seguente la sua vettura viene ritrovata abbandonata nel Surrey. Della scrittrice non c’è traccia. La polizia avvia una vasta operazione di ricerca, alla quale partecipano anche numerosi volontari, mentre i giornali seguono il caso giorno dopo giorno. Le ipotesi si moltiplicano: che cosa è successo ad Agatha Christie?

Per undici giorni nessuno riesce a trovarla. Il 14 dicembre Agatha Christie viene riconosciuta in un albergo di Harrogate, nello Yorkshire, dove si è registrata con il cognome Neele, il della donna con cui il marito ha una relazione.

È qui che la vicenda diventa ancora più difficile da ricostruire. Christie non fornisce mai pubblicamente una spiegazione definitiva di ciò che accadde durante quegli undici giorni. Nel tempo vengono avanzate diverse ipotesi: una perdita di memoria provocata dal forte stress, una fuga volontaria, persino un gesto rivolto contro il marito. Nessuna ipotesi permette però di stabilire con certezza che cosa sia realmente accaduto.

Agatha Christie sceglie di non raccontare quell’episodio neppure nella propria autobiografia.

Agatha Christie e l’incontro con Max Mallowan

Dopo il divorzio da Archibald Christie, Agatha decide di partire. Nel 1928, a trentotto anni, sale da sola sull’Orient Express e raggiunge Istanbul. Da lì prosegue verso il Medio Oriente, fino a Baghdad, e visita il sito archeologico di Ur, nell’attuale Iraq.

Agatha Christie e Max Mallowanjpg

È un viaggio importante anche per la sua vita personale. Nel 1930 torna in Medio Oriente e, durante una visita al sito archeologico di Ur, conosce Max Mallowan, un giovane archeologo britannico di quattordici anni più giovane di lei. È un colpo di fulmine. I due si innamorano e si sposano nello stesso anno.

Agatha Christie e l’archeologo  si innamorano e si sposano 

Da quel momento Agatha accompagna spesso il marito nelle spedizioni archeologiche in Iraq e Siria. Non rimane soltanto a osservare il suo lavoro: partecipa alla vita degli scavi, aiuta a pulire e conservare i reperti e documenta alcuni ritrovamenti attraverso la fotografia.

Anche questi viaggi entrano inevitabilmente nei suoi libri. Treni, navi, alberghi e siti archeologici del Medio Oriente diventano le ambientazioni di alcuni dei suoi romanzi più celebri. L’Orient Express sul quale Agatha viaggia diventa il luogo di Assassinio sull’Orient Express; l’Egitto fa da sfondo a Poirot sul Nilo; gli scavi archeologici entrano direttamente in Non c’è più scampo.

Il Medio Oriente diventa così per Agatha Christie non soltanto il luogo della sua seconda vita con Max Mallowan, ma anche una nuova fonte di personaggi, ambientazioni e storie.

Il metodo di Agatha Christie

Agatha Christie pubblica nel corso della sua vita sessantasei romanzi polizieschi e quattordici raccolte di racconti, oltre a numerose opere teatrali. Una produzione enorme, dietro la quale si nasconde un metodo di lavoro molto personale.

Christie porta con sé taccuini nei quali annota idee, nomi, possibili moventi, personaggi e soluzioni per i suoi delitti. Non sempre sa fin dall’inizio chi sarà l’assassino: sperimenta diverse possibilità, cambia idea e costruisce false piste che possano indurre il lettore in errore.

Anche il luogo in cui immagina le sue storie è piuttosto insolito. Agatha racconta di riuscire a elaborare le trame mentre è immersa nella vasca da bagno, mangiando mele. È lì che pensa a nuovi delitti e cerca il modo di far combaciare indizi e sospettati.

La nascita di Miss Marple

Accanto a Hercule Poirot nasce intanto un’altra investigatrice destinata a diventare altrettanto celebre: Miss Marple. È un’anziana signora che vive nel piccolo villaggio inglese di St Mary Mead e che, dietro un’apparenza tranquilla e innocua, osserva con grande attenzione le persone

Julia McKenzie e Benedict Cumberbatch nei panni di Miss Marple e Luke Fitzwilliam

che la circondano.

Miss Marple non dispone di strumenti investigativi particolari. Conosce semplicemente molto bene le persone. Davanti a un comportamento sospetto, ricorda qualcuno incontrato nel proprio villaggio che si è comportato nello stesso modo. Per lei anche una piccola comunità apparentemente tranquilla contiene gelosie, avidità, rancori e segreti sufficienti per comprendere delitti avvenuti molto lontano da lì.

Christie, però, non scrive soltanto gialli. Con lo pseudonimo di Mary Westmacott pubblica anche sei romanzi nei quali abbandona investigatori e omicidi per raccontare soprattutto relazioni familiari, sentimenti e conflitti personali.

Il successo di Agatha Christie

Negli anni Agatha Christie diventa una delle scrittrici più lette al mondo. Romanzi come L’assassinio di Roger Ackroyd, Assassinio sull’Orient Express e Dieci piccoli indiani raggiungono generazioni di lettori, mentre Poirot e Miss Marple continuano a comparire in nuove storie.

Il successo arriva anche a teatro. Nel 1952 debutta a Londra Trappola per topi. Lo spettacolo rimane in scena per decenni, interrompendosi soltanto temporaneamente nel 2020 durante la pandemia e riprendendo successivamente le rappresentazioni.

Agatha Christie continua a scrivere fino agli ultimi anni della propria vita. Muore il 12 gennaio 1976, a 85 anni.

Dietro una produzione così vasta rimane una caratteristica che attraversa gran parte delle sue storie: Christie parte quasi sempre da persone apparentemente normali. Famiglie, amici, vicini di casa, passeggeri di un treno, ospiti di un albergo. Poi introduce un delitto e comincia lentamente a mostrare ciò che quelle persone nascondono.

Il mistero che Agatha Christie non ha mai risolto

Nei romanzi di Agatha Christie ogni dettaglio può avere un significato. Una frase pronunciata distrattamente, un oggetto fuori posto, un orario che non coincide o una piccola contraddizione possono condurre Poirot o Miss Marple verso la verità.

Il lettore può sbagliare, lasciarsi ingannare dalle false piste e sospettare della persona sbagliata. Ma sa che, arrivato alle ultime pagine, riceverà una spiegazione. Gli indizi vengono rimessi al loro posto, le contraddizioni chiarite e il colpevole finalmente individuato.

Nella vita di Agatha Christie, invece, rimane un episodio al quale manca proprio quella soluzione.Che cosa accade realmente negli undici giorni della sua scomparsa nel dicembre del 1926? 

Christie non lo racconta nella propria autobiografia e non lascia una spiegazione definitiva. Nel corso degli anni vengono formulate diverse ipotesi, ma nessuna permette di ricostruire con certezza ciò che che realmente accdde.

Forse è proprio questa la conclusione più sorprendente per la storia di una donna che dedica la propria vita a inventare misteri. Agatha Christie lascia ai suoi lettori tutti gli indizi necessari per risolvere centinaia di delitti. Soltanto una volta non ci lascia la soluzione: quando il mistero riguarda lei.

Carolina Capria
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