Jane Austen è amata ancora oggi da milioni di lettori in tutto il mondo non solo per la sua capacità di rappresentare la società inglese di fine 700, ma anche perché le sue eroine forti e indipendenti sfidano le convenzioni dell’epoca che vedono la donna completamente dipendente all’uomo. Come farà la stessa Austen, d’altronde, nel corso della sua vita.
Valori universali
La sua è non solo una voce raffinata della letteratura inglese, ma rappresentando valori universali rende i suoi romanzi senza tempo.
A oltre due secoli di distanza la sua critica a certe ipocrisie della società, pur con le necessarie distinzioni, resta attuale e ci fa riflettere sul presente. L’emancipazione della donna, la sua libertà di scegliere e l’importanza di un equilibrio tra il cuore e la ragione.
La storia di Jane Austen
Jane Austen nasce (penultima di otto figli) il 16 dicembre 1775 a Steventon (piccolo villaggio dell’Hampshire – Regno Unito), in una condizione agiata e culturalmente stimolante. Il Padre George è un pastore anglicano. Sarà lui a porre le basi della sua istruzione insegnandole il francese e i primi fondamenti dell’italiano.
Anche la madre, Cassandra Leigh, una donna colta che proviene da una famiglia benestante, avrà una grande influenza su di lei: le trasmetterà il suo amore per la letteratura; sosterrà le sue ambizioni letterarie (anche sollevandola dalle incombenze domestiche) e ispirerà, con il suo umorismo e la sua vivacità, molti dei personaggi femminili di Jane.
La formazione
Jane e la sorella maggiore Cassandra, dalla quale non si separerà mai sino alla morte, perfezionano la propria istruzione prima in una scuola di Oxford e poi, nel 1785, nella Reading Ladies’ Boarding School, dove studiano musica, disegno e francese, materie considerate appropriate per le giovani donne della loro classe sociale. Si trasferiranno, con la famiglia, molte volte nel corso della loro vita, ma sempre in provincia e senza mai mettere piede fuori dall’Inghilterra.
La vita sociale nell’epoca georgiana
Non è possibile apprezzare Jane Austen senza considerare il contesto storico in cui vive e che le fornisce la materia di cui sono fatte le sue storie: la borghesia e l’aristocrazia di provincia dell’epoca georgiana (dal regno di Giorgio I a quello di Giorgio IV, ovvero dal 1714 al 1830).
Nell’Inghilterra di quel periodo, la conversazione, le passeggiate e le visite ad amici o vicini di casa, rappresentano le uniche possibilità di svago. Si viaggia in carrozza (solo i più abbienti possono permetterselo) e le feste da ballo, grandi protagoniste delle storie di Jane Austen, sono la sola vera fonte di divertimento, ma anche l’occasione per stringere nuove amicizie e, per le giovani donne, un’opportunità per trovare marito. Il matrimonio è per loro l’unica via di fuga e, per le più fortunate, l’unica possibilità di elevare il proprio status sociale.
La scrittura non è cosa da donne
La donna del ceto medio-alto dell’epoca georgiana dipende dall’uomo in tutto e per tutto. Non è appropriato che lavori. Jane invece decide “di vivere della sua penna”, e sarà per questo costretta a firmare le sue opere con degli pseudonimi e ad affidare al fratello Henry il rapporto con gli editori. Sarà lui a rivelare il vero nome dell’autrice, ma solo dopo la sua morte.
I primi romanzi
Tra il 1787 e il 1793, Jane scrive i suoi “Juvenilia”: racconti, poesie e parodie destinati soprattutto alla cerchia di amici e parenti. Nel dicembre 1794 incontra Thomas Langois Lefroy, del quale si innamora, ma la loro relazione sarà ostacolata dalle famiglie, e poi interrotta, per questioni di disparità sociale.
Austen riceverà in seguito diverse altre proposte, ma non prenderà mai marito, come la sorella Cassandra del resto. Nel 1801, per motivi legati al lavoro del capofamiglia, gli Austen si trasferiscono a Bath (Contea del Somerset-Regno Unito). Qui Jane inizia a scrivere “I Watson”, rimasto incompleto, e, nel 1803, “L’abbazia di Northhanger”, una parodia dei romanzi gotici (pubblicato postumo nel 1818).
Vita a Chawton
Dopo la morte del padre nel 1805, la famiglia, a causa delle ristrettezze economiche, si traferisce nuovamente nell’ Hampshire: prima a Southampton, e infine a Chawton, un piccolo villaggio che fornisce a Jane l’ambientazione ideale per le sue storie, molte delle quali contengono riferimenti autobiografici.
Qui scrive e pubblica le sue due opere più famose: “Ragione e sentimento” (1811) e “Orgoglio e pregiudizio” (1813). Nel 1814 scrive “Mansfield Park” e subito dopo “Emma” (1815), che nasce dall’idea dell’autrice di creare un personaggio che “piaccia a tutti tranne che a me”. Sarà l’ultimo pubblicato prima della sua morte.
Ultimi anni
A partire dal maggio del 1816, sempre a Chawton, Jane inizia a soffrire di una malattia, che si ritiene sia il morbo di Addison – insufficienza surrenalica. Cassandra la porta inutilmente da uno specialista nella vicina Winchester, dove morirà il 18 luglio del 1817 all’età di 41 anni.
Sarà sepolta nella maestosa Cattedrale della città. Nel 1999 la città di Bath le dedicherà un museo, il Jane Austen Centre, ancora oggi molto attivo e frequentato da appassionati di ogni età.

“Orgoglio e pregiudizio”, Jane Austen
Lo stile e opere
I suoi romanzi sono realistici nel rappresentare la vita quotidiana e le ansie delle persone, attraverso una grande varietà di caratteri che riflettono le mille sfumature dell’animo umano.
I dialoghi sono vivaci, le storie dinamiche e il linguaggio comprensibile a tutti, motivo per il quale è divenuta una scrittrice amata dalle persone colte, ma anche dai lettori meno abituati a leggere.
Il parere di Virginia Woolf
Particolarmente interessante, a proposito dello stile di Jane Austen è, il punto di vista di Virginia Woolf, un gigante della letteratura del XX secolo e sua grande estimatrice:
“Qualunque cosa lei scriva è compiuta e perfetta e calibrata. […] Il genio di Austen è libero e attivo. […] Ma di che cosa è fatto tutto questo? […] Non c’è tragedia, non c’è eroismo. Ma, per qualche ragione, la piccola scena ci sta commuovendo in modo del tutto sproporzionato rispetto alla sua apparenza compassata. […]“
Due dei suoi romanzi più amati
Entriamo nel merito di due dei suoi romanzi più amati, senza però svelarne il finale!
“Ragione e sentimento”
Dopo la morte del padre, le sorelle Dashwood (Elinor, Marianne e Margaret) e la loro madre sono costrette a lasciare la loro casa, Norland Park, che passa al fratellastro John. Grazie all’aiuto di un cugino della madre, Sir John Middleton, le donne trovano una nuova sistemazione in un cottage nel Devonshire, ma devono adeguarsi a un tenore di vita molto più basso.
Questo però non impedisce alle giovani donne di iniziare delle relazioni amorose. Elinor si invaghisce di Edward Ferrars, il fratello di Fanny, la moglie di John Dashwood. Marianne si innamora di John Willoughby, un giovane affascinante e attraente con una piccola proprietà ma con grandi aspettative.
I sogni di entrambe si infrangono quando, in un viaggio a Londra, Elinor scopre che Edward è segretamente fidanzato con Lucy Steele, e Marianne viene lasciata da Willoughby per sposare una ricca ereditiera. Marianne cade in depressione, ma viene confortata dal colonnello Brandon, che ha sempre nutrito sentimenti per lei. Edward viene diseredato dalla madre per il suo fidanzamento con Lucy lasciandolo libero di riprendere la sua relazione con Elinor.
L’adattamento cinematografico più famoso, tra i tanti, di quest’opera è probabilmente quello del 1995. Diretto da Ang Lee, è interpretato da un cast di stelle hollywoodiane che include Emma Thompson (che ha anche scritto la sceneggiatura), nel ruolo di Elinor, Kate Winslet (Marianne), Hugh Grant (Edwar Ferrars) e Alan Rickman (Colonnello Brandon).
“Orgoglio e pregiudizio”
La storia inizia con l’arrivo di Mr. Bingley, un giovane ricco, che affitta una proprietà vicino alla casa della famiglia Bennet. Questo suscita grande interesse, soprattutto nella signora Bennet, che spera di trovare un marito per una delle sue cinque figlie. Durante un ballo, Mr. Bingley si innamora di Jane Bennet, mentre il suo amico, Mr. Darcy, si mostra sprezzante nei confronti di Elizabeth Bennet, la seconda figlia.
Con il tempo, però, Darcy inizia a provare sentimenti per Elizabeth che lo respinge a causa del suo comportamento passato, ma anche per le menzogne che Mr. Wickman, un ufficiale dell’esercito, le ha raccontato su di lui. Darcy riesce a smascherarlo, ma l’ufficiale tornerà presto a turbare la serenità della famiglia Bennet.
Diverse sono le trasposizioni cinematografiche anche di questo romanzo. La più recente è quella del 2005 diretta da Joe Wright, con Keira Knightley nel ruolo di Elizabeth Bennet e Matthew Macfadyen in quello di Mr Darcy.
Ecco qui l’elenco delle sue opere più importanti:
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