Ecco i nomi degli amici che hanno scritto le loro opinioni sul tema “Se potessi vivere per un giorno in un libro…”

by Elena Salem

«Vorrei essere Jo March, la protagonista di Piccole donne» dice Gabriella Gera, «una ragazza che nonostante gli ostacoli della società, riesce in modo anticonformista a raggiungere i suoi scopi. Senza mai perdere di umanità».

Da “Alice nel paese delle meraviglie”, citato da Claudio Foresti – metafora di un lungo viaggio interiore – a “Orgoglio e Pregiudizio” scelto da Sara Pierangeli: «Mi piacerebbe poter stare al fianco di Elizabeth per metterla in guardia dal perfido Wickham, oppure consigliarla su Darcy».

Un’immersione nella narrativa

È una splendida immersione nella narrativa, quella che facciamo noi stessi, leggendo i 66 interventi che gli amici della community hanno scritto per questo appuntamento della rubrica Incontriamoci tra le righe.

«Se potessi vivere per un giorno in un libro, sceglierei “Il Delfino” di Sergio Bambarén, metafora dell’essere se stessi e inseguire i propri sogni, letto tanti anni fa quando anch’io» scrive Eva Margi, «come Daniel Alexander Dolphin, cercavo la mia onda perfetta senza riuscire a decidere se e quando fare il salto per oltrepassare la barriera corallina».

L’importanza dell’incipit

Senza esitazione, Ciro Altea vorrebbe identificarsi nel colonnello Aureliano Buendia, non foss’altro per l’incipit del romanzo Cent’anni di solitudine, romanzo percorso da una vena di follia.

«La motivazione principale per la quale vorrei entrare in “Quando eravamo grandi” di Anne Tyler sta già nell’incipit» scrive Stefania Savina. «C’era una volta una donna che scoprì di essere diventata la persona sbagliata. Aveva cinquantatré anni. Molte persone avrebbero detto che era troppo tardi per cambiare. Anche Rebecca ci pensava. Solo lei non lo diceva». Poi Stefania aggiunge, per farci capire meglio le sue motivazioni: «mi piacerebbe sedermi nel giardino dei Davich e fare una lunga chiacchierata con Rebecca. Siamo quasi coetanee e avremmo molto da dirci. È il genere di donna che vorrei mi fosse amica e che ammiro tanto».

Gli incontri con la letteratura segnano l’esistenza sin dalla più giovane età

Una parte significativa degli interventi si concentra sulla narrativa per bambini e ragazzi, dimostrando che gli incontri con la letteratura fatti nell’età più giovane segnano, in molti casi, tutta l’esistenza. È nel “Giardino segreto” di Frances Hodgson Burnett che Lorenzo Piccolo scopre «un luogo nascosto e trascurato che, con amore e cura, può rifiorire in tutta la sua bellezza».

Lorenzo racconta come «passare una giornata immerso nella natura rigogliosa, coltivando piante e godendo del silenzio e della tranquillità, mi permetterebbe di riconnettermi con me stesso e con il mondo che mi circonda».

Da Alice nel paese delle meraviglie a Pippi Calzelunghe

Oltre a Claudio Foresti, anche Marianna Capelli vivrebbero nel mondo di “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll. Marianna vorrebbe tornare «ad avere la fantasia innocente di questa bambina che, per sfuggire ad una realtà poco piacevole, riesce a costruirsi un mondo parallelo in cui vivere avventure mirabolanti, seppur per breve tempo».

Francesca Rundini vorrebbe vivere nel mondo di Pollyanna, protagonista del romanzo di Eleanor H. Porter. «Quando ero piccina, era per me fonte di ispirazione, e lo è stata in tanti passaggi della vita» ricorda Francesca. «Ho tradotto in mantra il suo pensiero positivo, il trovare sempre il lato buono in ogni avversità».

Elga Battaglini vorrebbe essere «la sorella degli amici di Pippi Calzelunghe e vivere un giorno nel libro più amato della mia infanzia lontana», citando il personaggio del romanzo di Astrid Lindgren, mentre Rosalba Mannocchi vorrebbe essere come il personaggio di J.M. Barrie, Peter Pan, e «non farsi travolgere dalle situazioni negative, con un atteggiamento sognante e sorvolare al di sopra di tutto ciò che ci disturba e sentirsi sempre leggeri».

Vivere in un libro è un sogno alla portata di tutti

Quale che sia il genere preferito, vivere in un libro non è un sogno irrealizzabile: «Basta aprirlo e iniziare a leggere» come suggerisce Simone Masin. E lo conferma Raffaela Gagliardi: «Ogni volta che leggo un libro vengo catapultata nella storia e mi sembra di vivere la vita dei personaggi e di sentire ciò che pensano e le loro emozioni. Quando termino la lettura, mi trovo spesso a pensare: ‘E poi?’ Come se fossero persone che potrei incontrare per strada, che abbiano vita vera, non solo sulla carta».

Simona Sostaro, invece, guarda alla questione da un punto di vista del tutto differente: «Dovrebbe essere la mia vita il libro migliore dentro il quale abitare (…) Sì, credo sia proprio questo il libro dentro il quale vorrei vivere. Si intitola ‘Vita’».

Ecco i nomi e gli interventi degli amici della community

Ecco qui sotto i nomi e gli interventi degli amici de Il piacere di raccontare per la rubrica #IncontriamociTraLeRighe.

Ciro Altea

Gaetano Balsamo

Elga Battaglini

Rita Bolognese

Elena Bonino

Sara Brayon

Angioletta Caliulo

Sara Cancellara

Marianna Capelli

Patrizia Cappa

Nicoletta Ceci

Marina Chelini

Antonietta Corona

Mariangela Cortesi

Carolina Costa

Alwyn Cramer

Roberta Durbiano

Simone Ferrara

Elisa Filippi Farmar

Claudio Foresti

Alessandro Fumi

Raffaela Gagliardi

Lilly Garista

Gabriella Gera

Annalisa Gianfranceschi

Silvia Giorgi

Paola Giussani

Elisabetta Gritti

Stefania Hepeisen

Sara Iannone

Paola Liseno

Monica Lo Scavo

Monica Luciani

Maria Lusatti

Fabio Magrini

Enrico Manna

Rosalba Mannocchi

Eva Margi

Cantella Mariella

Simone Masin

Nicoletta Massaro

Emanuela Mazzoni

Simona Milazzo

Marcello Mugnai

Eva Nardi

Francesca Negrizzolo

Kally O’Muse

Daniela Oppizzi

Lorenzo Piccolo

Sara Pierangeli

Vanessa Policella

Alessandro Porri

Giuseppe Punzo

Mariangela Riffero

Michela Roccia

Francesca Rundini

Luca Russi

Beatrice Salvago

Stefania Savina

Annamaria Siccardi

Simona Sostaro

Liliana Speziale

Rossella Zabeo

Annarita Zaccarelli

Sophie051   

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