Quale significato ha una “ vacanza”? Ecco cosa ne pensano gli amici della community de Il piacere di raccontare

Che cos’è davvero una vacanza? Se lo chiediamo al dizionario, la risposta è: un “Intervallo di riposo […] mentre le scuole e gli uffici rimangono chiusi”. Una regola, una parentesi burocratica sul calendario. Tutto qui? Ovviamente no. Se la Treccani misura il tempo che si ferma, le storie della nostra community raccontano la vita che comincia. Ognuno di noi, infatti, attribuisce alla parola vacanza un senso unico e personale: c’è chi vi cerca il riposo e chi la scoperta, chi la libertà, chi la nostalgia o l’avventura. C’è chi aspetta il mare per dodici mesi e chi sogna la solitudine di una baita; chi si lancia verso mete sconosciute e chi sceglie la destinazione di sempre.

È da questo interrogativo che ha preso le mosse l’appuntamento di Incontriamoci tra le righe, la rubrica nata per condividere riflessioni su temi importanti per ognuno di noi e dare voce alle esperienze interiori di chi sente il bisogno di comprendere, interrogarsi e raccontare.

Siamo partiti dall’etimologia stessa della parola – dal latino vacare, che significa «essere vuoto, libero, sgombro» – per proporre un viaggio tra ricordi e prospettive differenti. Come ricordava Marcel Proust, «il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi»; e Bruce Chatwin aggiungeva che «il viaggio non soltanto allarga la mente, le dà forma». Ma la vacanza è davvero una meta geografica o è soprattutto uno stato d’animo, una sospensione del tempo?

Le stagioni della vita e la metamorfosi del tempo

Per Alessandra Massari il significato della vacanza si trasforma con l’età. Se da bambina era la gioia di Milano Marittima o le avventure nei boschi dell’Appennino, e da ragazza serviva a riposare dai ritmi dello studio e dello sport, oggi da madre rappresenta una pausa dal ruolo di «supermamma multitasking». Riflettendo sul senso di questo periodo, Alessandra scrive:

«Durante questo momento magico dell’anno, riusciamo ad essere noi stessi al massimo, senza le – spesso inconsapevoli – maschere che indossiamo ogni giorno feriale».

In Marilena Blasucci la memoria della vacanza è legata all’adolescenza trascorsa in un piccolo paese della Basilicata insieme agli amici di sempre, tra canti con la chitarra vicini al vecchio convento e discorsi sul futuro. Un rito interrottosi con il terremoto del 1980, ma che lascia una traccia indelebile:

«Ricordo le vacanze nel paese con nostalgia ma anche con tenerezza per i ragazzi che eravamo, per l’amicizia speciale che ci univa e che è stata importante per le scelte fatte negli anni successivi».

Per Ugo Bonaccorso la vacanza evoca l’estate dei suoi diciassette anni, trascorsa nel complesso residenziale frequentato da famiglie abbienti dove viveva il suo amico. Tra feste, scherzi e balli lenti, Ugo scopre un mondo diverso dal suo e riflette su quei giorni:

«La mia vita fino a quel momento non era stata facile né agiata, ma proprio in quegli anni, in quel posto, avevo scoperto di avere una carta da giocare. E all’alba dei miei diciassette anni avevo cominciato a giocarla».

In Veronica Bruno la vacanza si intreccia con un evento della storia collettiva: la notte del 20 luglio 1969. In una casa di pescatori ad Agropoli, la notizia del primo uomo sulla Luna ascoltata alla TV davanti a una fetta di cocomero segna il suo passaggio all’adolescenza:

«Le vacanze di fine anni 60 erano più mirate al ritrovarsi con tutta la famiglia e a ritemprarsi in attesa di riprendere con le “fatiche” dell’autunno».

La casa del cuore e il ritornare a sé

Per Mariella Cantella la vacanza si identifica da sempre con il mare della Liguria e il calore della famiglia, un rito che continua nel tempo mantenendo intatta la stessa emozione:

«La gioia di uscire dal lavoro il venerdì sera prima delle vacanze e pensare “finalmente si parte” è uguale adesso come allora».

In Giovanna Nilo la vacanza è legata a Triscina di Selinunte, in Sicilia. Per Giovanna non serve cercare continuamente luoghi nuovi quando si può ritornare nei posti in cui ci si sente a casa:

«Andare in vacanza non significa necessariamente scoprire ogni volta una meta diversa. A volte significa tornare dove si è stati bene, ritrovare persone, abitudini, paesaggi e sensazioni che ci fanno sentire liberi e sereni».

Per Clelia Del Prete la memoria della vacanza ha il profumo del pane fresco di Morigerati, cotto nel forno a legna e legato alle mattine dell’infanzia:

«Era un profumo denso, caldo, che ti riempiva lo stomaco ancora prima di mangiare… Quell’odore significava protezione, casa e vacanza. Era il profumo della libertà, di gesti antichi e lenti».

In Monica Guardino la vacanza è un ricordo d’infanzia: il volo delle rondini al tramonto osservato da un balcone in Sicilia insieme al nonno:

«Solo con gli anni ho capito che forse avevo già trovato, senza saperlo, la mia idea di vacanza: non in una meta da raggiungere, ma in quella sospensione del tempo in cui il mondo sembrava rallentare».

Per Simona Milazzo la vacanza coincide con la spiaggia della Plaja a Catania e i ricordi familiari stratificati negli anni. Sintetizza così il suo legame con questo periodo:

«Per me la vacanza significa libertà, leggerezza, significa ritrovarsi e costruire ricordi insieme alle persone che amo e lasciarne traccia in fotografie che faccio stampare per poi riguardarle».

Tra ricerca interiore, pausa e condivisione profonda

Per Daniela Miele la parola vacanza va spogliata dall’idea di semplice vuoto o di fuga verso mete esotiche. La vera vacanza è la scelta di presenze e confronti stimolanti:

«La vera vacanza non è sottrarre, è addizionare. Non è staccare la spina, ma ritrovare una presa che funzioni davvero. È la scelta di una solitudine che non ha nulla di desolato, ma che è, al contrario, incredibilmente piena».

In Anna Grana la pausa estiva o invernale diventa il momento fondamentale per fare bilanci e riprendere il controllo delle proprie priorità:

«È una pausa dal quotidiano… E solo quando sta per finire ti accorgi se hai davvero vissuto o se ti sei esibito più di quanto hai vissuto… E quando, dopo tante vacanze, raggiungi l’età della consapevolezza, capisci di avere bisogno di te. Ora la vera vacanza è con me».

Per Giovanna Maria D’Amato la sospensione del tempo trova forma nelle strofe della sua poesia Casa d’altri, dove il distacco dal quotidiano offre un riparo interiore:

«Qui fuori dalla corsa / puoi sostare, / fuori dal tempo , / dal dolore».

In Benedetta Moschini, infermiera divisa tra i turni di notte in ospedale e le incombenze della casa, la vacanza vera non si trova nell’affollamento delle spiagge, ma in un momento di solitudine domestica:

«Finalmente avrò la mia vacanza. A casa, con un libro, la mia serie TV preferita, in “ricarica” nella pace del silenzio».

Per Serenella Morandotti la vacanza è stata una conquista arrivata dopo aver superato il condizionamento di doversi sentire sempre occupata per valere:

«Ho scoperto che la vita è semplice, inutile fare tanti giri mentali, si sprecano energie inutili. Meglio far tacere le vritti (NDR???)... anche loro hanno diritto ad andare in vacanza!».

Viaggio, orizzonti e scoperta del mondo

Per Romano Galligani le vacanze hanno seguito l’evoluzione della sua vita: dalle colonie del dopoguerra ai viaggi della maturità tra le grandi civiltà dell’America Latina e dell’Europa. Il viaggio gli ha insegnato il senso della convivenza:

«Credo che l’insegnamento più grande sia stato quello di capire che altri popoli hanno una vita diversa che devi comprendere e fare tua e rispettare. La terra non appartiene a nessuno, siamo gli ospiti».

In Davide Barbanera l’idea del cammino si lega alle letture che lo accompagnano durante le sue esplorazioni:

«Una volta ho letto un libro di Bruce Chatwin… La frase dice: “La vera casa dell’uomo non è una casa, ma la strada e la vita stessa è un viaggio da fare a piedi”. Beh, io ogni volta che mi avventuro mi viene in mente questa frase».

Per Silvana Fiore, ora in pensione, la vacanza è la curiosità di scoprire mondi lontani come la Corea del Sud, un desiderio che coltiva attraverso la lettura e la mente senza curarsi delle convenzioni sociali:

«Preferisco leggere un buon libro piuttosto che avere comportamenti standard per essere in linea con l’ambiente. Non mi è mai interessato essere più figa e popolare agli occhi degli altri».

Non c’è un solo modo di fare vacanza, perché non c’è un solo modo di essere liberi. Tra chi parte, chi torna e chi sceglie di restare fermo, i racconti della nostra community ci ricordano che il viaggio più importante resta sempre quello che ci riporta verso noi stessi. 

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Ecco i commenti più significativi

Ecco i commenti più significativi che abbiamo ricevuto per la rubrica #IncontriamociTraLeRighe dagli amici della community de Il piacere di raccontare.

Davide Barbanera

Marilena Blasucci

Veronica Bruno

Mariella Cantella

Giovanna Maria D’Amato

Clelia Del Prete

Silvana Fiore

Romano Galligani

Anna Grana

Monica Guardino

Alessandra Massari

Daniela Miele

Simona Milazzo

Serenella Morandotti

Benedetta Moschini

Giovanna Nilo

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