«La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare», scriveva Piero Calamandrei. E proprio da questa considerazione è nato il nuovo appuntamento di Incontriamoci tra le righe, lo spazio in cui le Amiche e gli Amici Sostenitori della community de Il piacere di raccontare condividono le loro riflessioni su temi universali e che riguardano la vita di tutti noi.
Il tema di questa puntata era la “Liberta”. Abbiamo chiesto alla community: Che cos’è per voi la libertà? Qual è la prima immagine che vi viene in mente pensando a questo concetto? Quando vi siete sentiti veramente liberi?
Le riflessioni sono state, come è naturale che sia, molto diverse tra loro. Intime, ironiche, filosofiche e poetiche. E come fili sottili hanno intessuto un unico grande racconto: quello di un’umanità che cerca ogni giorno di respirare a pieni polmoni.
La libertà come pensiero e come responsabilità
Per Davide Zuini, la libertà nasce nel luogo più fragile e potente: il pensiero. «Il pensiero libero – scrive – è la nostra stessa libertà, una possibilità di crescita e di confronto». Ma perché esista davvero, deve poter essere espresso senza paura, senza trasformarsi in strumento di esclusione o violenza. La libertà, allora, non è possesso, ma esercizio di rispetto. Nasce dal coraggio di pensare e di ascoltare.
Una visione condivisa anche da Claudio Foresti, che lega la libertà alla consapevolezza della nostra interdipendenza: «Il nostro sviluppo individuale deve essere perseguito nel rispetto dello sviluppo degli altri». Una riflessione che si allarga al destino collettivo. Finché l’umanità sceglierà la guerra come soluzione, dice Foresti, la nostra libertà resterà incompleta.
E Andrea Carlo Pedrazzini ci ricorda che la libertà non è assenza, ma costruzione: «Non è per sottrazione ma per complicazione. Libertà è malta, fango e sputo, è anima dentro il sasso… Una cosa seria, una cosa vera». Un lavoro quotidiano di cura, invenzione e responsabilità.
Il respiro del mondo
Monica Galli evoca il vento, compagno e maestro: «Il vento non ha padroni, muove vele e mulini, ma sa anche distruggere. Ci insegna il rispetto per la natura e per l’umanità».
E Rosanna Masciari trova nel mare aperto la sua metafora più potente: «Un orizzonte infinito, senza confini visibili, dove il vento soffia senza chiedere permesso». Ma avverte. La libertà non è solo assenza di catene, è conoscenza e consapevolezza, una conquista quotidiana di pensiero critico e rispetto reciproco.
Il coraggio di essere sé stessi
Molti hanno sentito la libertà come autenticità. Per Silvia Lamanna, è la libertà di essere sé stessi, senza maschere, «accettando le proprie fragilità e valorizzando la propria unicità». Un atto di coraggio che fiorisce solo dove esiste ascolto e rispetto.
Anna Granà la vede come diritto e come relazione: «Sono libera quando rispetto e sono rispettata, quando accolgo e sono accolta, quando condivido e ricevo condivisione». E aggiunge con fermezza: «Se c’è qualcosa da cui non voglio essere libera, è dall’amore che provo».
Anche Monica Guardino lega la libertà alla coerenza con i propri valori: «Non è uno spazio vuoto, ma un luogo pieno di significato. È il coraggio di seguire la propria strada, soprattutto quando è in salita». Essere liberi è restare fedeli a sé stessi, contro ogni paura.
L’ironia come forma di libertà
Tra le riflessioni, spicca la voce ironica di Monica Sabella, che smonta con umorismo le illusioni quotidiane: «La libertà è svegliarsi quando vuoi… Poi suona la sveglia e scappi via col primo caffè».
Nel suo scritto la libertà si fa sorriso, antidoto contro le catene invisibili della routine. «Forse, in fondo, la libertà non è fuggire dal mondo, ma saperci ridere sopra», scrive Monica. Un’ironia che diventa, paradossalmente, la più autentica forma di liberazione.
Viaggi, ferite e ritorni
Per Gaetano Lesandrino, la libertà ha il volto del viaggio: è l’avventura di chi sceglie di essere cittadino del mondo, rifiutando ogni forma di sudditanza.
Mariella Cantella la ritrova nel coraggio: il coraggio di scegliere, di rischiare, di vivere. Ricorda la prima volta che riuscì a salire su un’altalena, da bambina: «È stata la mia prima esperienza di pura libertà». E conclude: «Tra nascita e morte, c’è una vita di scelte, responsabilità e coraggio».
Francesca Spadaro, “La Francius”, la riconosce nella scrittura: «Scrivere mi restituisce un senso di libertà, perché nessuno può entrare nella mia mente».
La sua è una ribellione antica, nata da una parola scritta sul muro da bambina: “W la Libertà!”
Paola Corradi sottolinea invece la dimensione personale della libertà: «Ognuno di noi può decidere ciò che è giusto per sé stesso. Gli altri possono non essere d’accordo, ma è una scelta che mi fa stare bene».
La libertà come ferita e come resistenza
Per Gabriella Mangini, nessuno è completamente libero: «Libero è chi ha elaborato e dimenticato le ferite interiori — ovvero nessuno lo è del tutto».
E aggiunge, in sintonia con Mandela, che la libertà si misura nel momento in cui interagiamo con gli altri, non nell’isolamento.
Marzia Maestrello ci conduce invece nel cuore della libertà come atto di resistenza: «La libertà è una scelta di coraggio, una lotta quotidiana per restare umani in un mondo che dimentica troppo in fretta». Il suo pensiero vola ai bambini che vivono sotto le bombe, al grido di Vittorio Arrigoni — Restiamo umani — come sintesi perfetta di un ideale che unisce amore e dignità.
Infine, Pino Chisari ci regala la voce poetica della natura: «Fa male dentro, qualcosa soffoca il respiro e il piede non affonda nel fango amico… Incredibilmente libero». La libertà come ritorno alla terra, al respiro profondo della vita.
Il matto e la sua canzone
Aurora Capogna ci regala l’immagine più visionaria. Quella di un “matto” che cammina per le strade mai battute, «senza bussola e senza meta», cantando la libertà. Nessuno osa avvicinarsi, ma il suo passo lascia dietro di sé «rimorso, nostalgia e paura del giudizio». Il suo viaggio è la metafora perfetta della libertà interiore. Quella di chi non cerca approvazione, ma continua a camminare, a disegnare sui muri del mondo la propria visione.
Un coro di voci libere
C’è chi vede la libertà in un respiro, chi in una parola, chi in una risata o in una battaglia. Eppure, da tutte queste voci nasce una stessa certezza. La libertà non è solitudine, ma relazione. Non è solo diritto, ma responsabilità. È un bene fragile, che vive solo se condiviso. Forse, come scriveva Albert Camus, «La libertà è un appuntamento che si rinnova ogni giorno».
E in questo appuntamento — tra le righe, tra le parole, tra i cuori — la nostra community si ritrova ogni mese, per continuare insieme a respirare l’aria viva del pensiero e del racconto.
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Ecco i commenti più significativi
Ecco i commenti più significativi che abbiamo ricevuto per la rubrica #IncontriamociTraLeRighe dagli amici della community de Il piacere di raccontare.
Carmen Biasin
Mariella Cantella
Aurora Capogna
Paola Corradi
Pino Chisari
Claudio Foresti
Monica Galli
Anna Granà
Monica Guardino
Silvia Lamanna
Gaetano Lesandrino
Marzia Maestrello
Rosanna Masciari
Andrea Carlo Pedrazzini
Monica Sabella
Francesca Spadaro
Davide Zuini
Redazione de Il piacere di raccontare
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