La Mini Sfida creativa che abbiamo lanciato agli amici della community era, questa volta, particolarmente ardua e insieme interessante dal punto di vista della narrativa perché entra nel vivo di uno dei punti chiave della costruzione di una storia: il punto di vista. Quello che nel gergo degli scrittori è chiamato PdV.
Il punto di vista
Che cosa si intende per Pdv? Il punto di vista è la prospettiva attraverso la quale il narratore racconta una vicenda. Una storia può avere diversi personaggi e la storia può essere vista da PdV diversi.
Quando se ne affronta uno – quello di un personaggio – non si può, nello stesso tempo, affrontarlo dal punto di vista di un altro attore della storia. Ciascuno deve avere la sua parte e le parti devono essere distinte, se no si genera confusione nel lettore.
Per questo vi abbiamo proposto il tema di una rapina. Uno stesso evento può essere visto da angolature diverse, a seconda del personaggio che entra in campo. La consapevolezza dell’importanza del PdV a volte fa la differenza nel racconto di una storia.
La descrizione di una rapina
Abbiamo infatti chiesto agli amici “scrittori” della community di descrivere una rapina dal punto di vista di tre protagonisti: il rapinatore, la persona alla cassa e un cliente. Sorprendente il numero di racconti, ben 61, che ci sono arrivati e la loro alta qualità media. Alcuni davvero ben scritti e ben congegnati.
Ne abbiamo scelti sei per le loro particolarità e li pubblichiamo dopo averli sottoposti a una revisione di editing.
L’intervento dell’editor
L’intervento di un editor, infatti, è sempre necessario, anche per i testi di autori dalla consolidata esperienza. Serve a eliminare le piccole e grandi magagne, gli errori di distrazione, i refusi. Ma anche a chiarire i passaggi poco chiari, la punteggiatura imprecisa e ogni genere di imperfezione grammaticale.
Chiunque si cimenti nella scrittura di una storia sa che, se si è concentrati nel racconto, a volte non ci si accorge dei propri errori anche grammaticali. Per questo è importante – non ci stancheremo mai di sottolinearlo – prendersi una pausa prima di premere il tasto invio. Lasciare “riposare” il testo per qualche ora, ancora meglio per un giorno o due, e poi riprenderlo. Solo allora ci si accorge di molti errori o imprecisioni.
La forma della scrittura
La forma è molto importante nella scrittura e a volte inficia il valore di un lavoro interessante e creativo. Una scrittura poco curata si riverbera negativamente anche sul contenuto.
L’arco narrativo
In generale, gli scritti che abbiamo ritenuto i più interessanti sono basati su un arco narrativo solido, con una conclusione che tira le fila delle tre storie o con rimandi interni che le legano.
Ci può essere un elemento a sorpresa come nel racconto di Emanuele Baseggio, dove l’identità del rapinatore non è così sicura come sembra. Oppure, e questo nel caso di Claudio Foresti, il narratore è una voce fuori campo che apre e conclude le tre vicende.
L’elemento chiave dei fatti narrati, ancora una volta a sorpresa, può essere una cliente insospettabile come nella formulazione di Elisa Filippi. Il fattore umano, con l’empatia e la sensibilità, è invece il collante delle storie nel racconto di Passeggerinotturni.
Stefania Hepeisen ha messo in primo piano tormentate relazioni famigliari, mentre Elisa Foddai ha introdotto la tragedia della malattia nel rapporto tra un marito e una moglie, controbilanciandola con la tenera solidarietà di altri due coniugi.
Il tono di questi racconti può essere lieve o serio e l’intento, anche all’interno dello stesso testo, può essere quello di far sorridere o di spingere a riflettere su argomenti gravi: la loro forza sta, oltre che nella qualità della scrittura, nella coerenza interna che di tre vicende fa una storia di senso compiuto.
Grazie a tutti per l’ottimo lavoro svolto e alla prossima sfida!
Emanuele Baseggio
Elisa Filippi
Elisa Foddai
Claudio Foresti
Stefania Hepeisen
Passeggerinotturni
