Qualcosa di misterioso si cela dietro le mura di ogni casa. Nel nostro quartiere. Nei luoghi della nostra vita. Ognuno ha la propria storia da raccontare. E non tutte le storie sono a lieto fine. L’idea di scrivere un Giallo per la Mini Sfida creativa nasce da questa suggestione.
A volte i delitti più efferati prendono vita tra le tra strade e cortili, nei luoghi che ci sono familiari. Partire da un luogo che ci è vicino — il nostro quartiere o paese — per ambientare il racconto di un delitto. È un gioco narrativo che unisce l’adrenalina del delitto alla sfida della scrittura breve, invitando a indagare paure, desideri e ombre che abitano la normalità.
Ed è proprio intorno a questa idea che ruota il nuovo appuntamento della Mini Sfida Creativa.
Anche questa volta la nostra community ha risposto con entusiasmo, inviando racconti sul tema “Racconta di un delitto avvenuto o immaginato nel tuo quartiere”.
È stato interessante leggere le diverse prospettive e stili narrativi che avete adottato per raccontare le vostre storie gialle.
Delitti che svelano il quotidiano
Molte storie partono da un contesto familiare, quello che crediamo di conoscere, e proprio per questo colpiscono di più.
Mariella Cantella ci porta dietro le finestre di un condominio dove nulla sfugge allo sguardo della narratrice: «Vivere in un’ex portineria mi era parso elettrizzante sin da subito (…). Conoscevo tutti e tutti mi conoscevano. Nulla accadeva senza che venissi a sapere. Almeno fino alla mattina del 5 agosto ….».
Anche Antonietta Corona trasforma una serata ordinaria a casa propria in un atto irreparabile: «Non c’era suono, lì nell’ombra della sera, se non il battito sordo del mio cuore nero (…). Scesi le scale senza far rumore, il coltello freddo nascosto nella manica …»
Sguardi che giudicano e tacciono
Altri racconti colpiscono per l’uso di punti di vista insoliti o di testimoni silenziosi a tragedie non annunciate.
Nel testo di Marina Bizzarri è addirittura un tiglio a raccontare l’omicidio, con voce partecipe e impotente: «Io ho visto tutto! Mi trovate qui, nel cortile (… ). Sono il tiglio più bello del giardino, regalo la mia ombra a bambini e pensionati, ma questa volta quello che è successo è proprio terribile».
Paolo Picariello, invece, affida la rivelazione a un vicino che vive il delitto come una condanna muta: «Genova mi girava attorno come una ruota lenta, Perché l’ho ucciso? Mi chiesi . Avevo truccato le graduatorie dei piccoli lavori di quartiere, deviazioni minime, mi dicevo, percentuali, bustarelle smunte, firme piegate. Loris l’aveva scoperto e, dopo Ferragosto, avrebbe denunciato tutto. Io, il vicino quieto del 32, ho aperto la porta del 33 e ho lasciato che la mia parte buia facesse il resto»
Atmosfere e luoghi che diventano protagonisti
Molti autori hanno scelto di dare al paesaggio un ruolo centrale, trasformandolo in un personaggio vero e proprio.
Ignazio Bascone ci porta su una spiaggia siciliana spazzata dallo scirocco, dove il vento accompagna il ritrovamento di un corpo e il sospetto di un crimine legato alle migrazioni: «I venti soffiano di continuo su questa costa della Sicilia sudoccidentale. Un po’ alla volta, tutti si alzano per via di due ragazzi che richiamano l’attenzione del bagnino mentre si avvicinano a riva trascinando qualcosa di colore nero: il corpo di un uomo».
E nella nebbia di Grosseto, Marzia Maestrello costruisce un delitto elegante e gelido: «Grosseto, quella sera, era avvolta da una nebbia greve, quasi liquida. Antonio, il rispettabile fiorista, giaceva ora con lo sguardo fisso verso il cielo nero: non più uomo, ma statua fredda, suggello del mio calcolo implacabile»
Colpi di scena e finali inattesi
Molte storie sorprendono proprio alla fine, ribaltando prospettive o rivelando colpevoli insospettabili.
Nel racconto di Monica Guardino, un bar che doveva chiudere per sempre diventa teatro di un addio violento: «Il caffè era ancora caldo quando l’abbiamo trovata (…). Nel cestino, un biglietto stropicciato gridava verità: “Grazie per la fiducia. Da settembre sarà tutto mio – Livia”».
Fanny Recagni ci lascia invece con l’immagine disturbante di un assassino che passeggia indisturbato, mentre l’unico testimone è il suono dell’acqua: «Ho lasciato l’acqua del lavandino aperta. Non per cancellare le prove. Per disturbarli. Volevo che il rumore dell’acqua fosse l’unico testimone, un mormorio sottile che raccontasse la mia vendetta»
Varietà e potenzialità
I racconti presentano una gamma ampia di idee e approcci, che testimoniano la creatività e la voglia di mettersi alla prova. Alcuni testi mostrano un’attenzione particolare alla costruzione della suspense, altri scelgono di focalizzarsi sul punto di vista dei personaggi, creando atmosfere suggestive e coinvolgenti.
Come in ogni percorso di scrittura c’è, però, ampio spazio per approfondire e affinare gli strumenti tecnici che rendono una storia prima di tutto efficace e poi avvincente. Dalla costruzione della trama al ritmo narrativo. Dalla gestione delle emozioni al colpo di scena finale. E, attenzione, è importantissimo nella scrittura, l’attenzione alla forma. L’uso della punteggiatura e la scelta delle parole più appropriate per descrivere o mettere in atto una scena.
Verso nuove sfide
Entrare a far parte del team di scrittori de piacere di raccontare è un cammino di scoperta e miglioramento. Ogni Laboratorio di scrittura e ogni Mini Sfida creativa rappresentano un’opportunità per sperimentare, imparare e condividere.
Non perdetevi i nuovi momenti di confronto e approfondimento che proporremo, per cimentarvi nella costruzione di storie sempre più coinvolgenti e ben strutturate.
Per partecipare alla Mini Sfida dovete essere Amici Sostenitori
Informiamo le persone che ancora non ci conoscono e si stanno avvicinando ora alla community, che per partecipare ai Laboratori e alla Sfida Creativa, devono iscriversi come Amico Sostenitore. Fino ad oggi l’iscrizione a Il piacere di raccontare, come Amico della Community, è stata gratuita. E continuerà ad esserlo per la partecipazione agli eventi serali, perché l’amicizia è un valore inalienabile.
La community è nata da un sogno. L’idea che la cultura debba essere per tutti e di tutti. Ed è cresciuta grazie al lavoro di un piccolo team e al contributo di tutti voi che avete deciso di partecipare. Ora siamo tanti. Ogni mese migliaia di persone partecipano alle iniziative de Il piacere di raccontare.
Fino ad ora la community è cresciuta grazie alle mie risorse. Ma io non sono Rockefeller. Nessuno di noi, credo lo sia. Ed è proprio questo il bello: insieme possiamo nutrire un sogno sostenibile. Con un’iscrizione annuale, contribuite a un progetto collettivo di cultura, libertà e partecipazione.
Ecco i nomi degli amici della community che hanno scritto i testi più efficaci
Ecco qui sotto i nomi e i testi che abbiamo scelto per la Mini Sfida Creativa dagli amici della community de Il piacere di raccontare.
Ignazio Bascone
Marina Bizzarri
Mariella Cantella
Pino Chisari
Antonietta Corona
Roberta Dall’Osto
Monica Guardino
Silvia Lamanna
Marzia Maestrello
Paolo Picariello
Angela Prestianni
Fanny Recagni
Monica Sabella
