Quando Agatha Christie comincia a scrivere, un detective di grande successo esiste già. Arthur Conan Doyle ha creato Sherlock Holmes, uno straordinario investigatore capace di risolvere un delitto grazie all’intelligenza e all’osservazione e, prima di lui, Edgar Allan Poe ha affidato ad Auguste Dupin la soluzione di casi apparentemente impossibili.
scrittura
Per oltre trent’anni milioni di lettori hanno letto i libri di Elena Ferrante senza sapere chi li abbia scritti. Non conosciamo il suo volto. Non partecipa ai festival. Non rilascia interviste in televisione. Non firma copie nelle librerie.
Eppure i suoi romanzi sono tradotti in decine di lingue, L’amica geniale è diventata una serie televisiva internazionale e il suo nome compare da anni tra i possibili candidati al Premio Nobel.- Autori straordinariPersonaggi immortali
Leopardi, perdere le illusioni non significa arrendersi
by Elena Salemby Elena SalemC’è un momento della vita in cui ci accorgiamo che il mondo non mantiene tutte le promesse. Ma perdere le illusioni, non comporta necessariamente diventare cinici. Giacomo Leopardi costruisce gran parte della sua riflessione proprio attorno a questo passaggio: il confronto con una realtà che non corrisponde ai nostri desideri. Segue il disincanto, ma questo non conduce al cinismo
Per questo l’immagine scolastica del “poeta del pessimismo cosmico” racconta solo una parte della sua opera. Leopardi non invita ad arrendersi. Ci sono attività che la nostra società considera immediatamente utili. Imparare una lingua straniera. Approfondire le proprie competenze professionali. Seguire un corso di formazione. Acquisire abilità tecniche per il lavoro.I benefici sono evidenti. Si vedono. Si misurano.
Leggere un romanzo, invece, sembra appartenere a un’altra categoria. Non aumenta automaticamente il nostro stipendio. Non ci rende più efficienti. Non risolve problemi pratici.
- Dentro il presente
La Svezia torna a carta e penna. Nell’era dell’IA, leggere e scrivere contano più di prima
by Elena Salemby Elena SalemNegli ultimi anni la Svezia è stata considerata uno dei Paesi più avanzati al mondo dal punto di vista tecnologico. Le scuole hanno adottato precocemente tablet e dispositivi digitali, nella convinzione che familiarizzare con la tecnologia fin dall’infanzia fosse il modo migliore per preparare le nuove generazioni al futuro. Oggi, però, qualcosa sta cambiando. Il governo svedese ha deciso di riportare libri, quaderni e penne al centro dell’apprendimento. Una scelta che ha fatto discutere e che qualcuno ha interpretato come un passo indietro rispetto all’innovazione.
Nel 1926 Luigi Pirandello pubblica Uno, nessuno e centomila (video all’interno). A cento anni di distanza, la domanda che attraversa quel romanzo è ancora sorprendentemente attuale: siamo davvero una sola persona, oppure diventiamo diversi a seconda di chi ci guarda?
Il 23 aprile 1616 moriva William Shakespeare. A oltre quattrocento anni di distanza, la sua opera continua a essere letta, rappresentata, riscritta. Ma al di là della ricorrenza, perché Shakespeare ci riguarda ancora? Chi era, spogliato dalle leggende che l’hanno trasformato in un mito, l’uomo Shakespeare? I documenti ci consegnano una figura di una concretezza sorprendente.
La parola scrittura deriva dal latino scribĕre: incidere, tracciare un segno. Scrivere, prima ancora che raccontare, significa lasciare un’impronta. È un gesto antico: trasformare un pensiero in un segno visibile, dare forma a ciò che altrimenti resterebbe soltanto nella nostra mente.
Libertà viene dal latino libertas, che a sua volta deriva da liber, libero, ma anche “appartenente al popolo dei liberi”. Già qui c’è qualcosa che ci riguarda da vicino, la libertà come modo di stare al mondo. Un movimento continuo tra ciò che siamo, ciò che facciamo e ciò che scegliamo di non fare.
Simone de Beauvoir è stata una voce che con fermezza ha smantellato le certezze di un’epoca, riscrivendo il significato stesso di essere donna. Con la sua penna rigorosa e appassionata,…