
Ho una laurea in Scienze della Comunicazione, un master in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni e un secondo in HR Management: perché raccontare il mondo non mi basta, voglio anche comprenderne le dinamiche più profonde, umane, relazionali, viscerali.
Scrivo per dare un senso a ciò che senso non ha, per mettere ordine nel caos dei dettagli che sfuggono, per restituire dignità ai silenzi e alle sfumature. Quando scrivo, non lo faccio per insegnare cosa pensare, ma per tentare di capire. Ogni testo è una scena, ogni parola è parte di un ragionamento.
Appassionata di cinema, fotografia e musica, vivo di letteratura, arte e cultura come altri vivono di pane. Divoro libri, spettacoli, mostre e tutto ciò che riesce a smuovere qualcosa sottopelle. Collaboro con diverse riviste su temi culturali e diritti civili, seguo progetti di cinema e spettacolo come freelance e curo la comunicazione per aziende che vogliono raccontarsi davvero, e non solo apparire.
Il mio punto di vista? Sempre umano. Sempre irrinunciabilmente sensibile.
Ho un debole dichiarato per le relazioni: non quelle che si dicono, ma quelle che accadono. Creo connessioni tra parole e persone perché è lì che tutto inizia davvero: nel punto esatto in cui una voce trova ascolto e un pensiero trova casa.

