Libri che parlano di libri (e di chi li ama troppo)

by Roberto Borgia

Ci sono giorni in cui leggere un libro non basta. Serve leggere di libri, leggere di chi legge, leggere di chi impila volumi sul comodino come se fossero sacchi di sabbia contro la piena.

Giorni in cui ci sentiamo un po’ come quelli che non riescono a star lontani dalle librerie, che usano i titoli come date nella memoria (“quel Natale lessi La montagna incantata”), e che, in fondo, sanno che certe storie le leggiamo per abitare altre vite, ma anche per capire un po’ meglio la nostra.

E allora oggi vi propongo una piccola selezione di libri che parlano di libri, e dei loro lettori. Romanzi, epistolari, memoir… letture che ci fanno sentire visti, compresi. A volte presi un po’ in giro (ma con affetto).

  1. 84, Charing Cross Road – Helene Hanff

84, Charing Cross Road – Helene Hanff

84, Charing Cross Road – Helene Hanff

«Non so proprio come possa una piccola libreria antiquaria a Londra avere clienti in un posto come il Bronx, ma io non sono in grado di spiegare l’America, signor Marks.»

Un classico tra i libri per bibliofili. È una raccolta di lettere — tutte vere — tra Helene Hanff, sceneggiatrice newyorkese dallo humour asciutto, e Frank Doel, libraio inglese compassato, gentile e amante dei classici.

In mezzo ci sono anni di richieste di volumi rari, edizioni economiche, libri introvabili. Ma anche scambi di dolci, pacchi natalizi, consigli di lettura, e piano piano, una forma di amore — epistolare, intellettuale, disarmato.

Una lettura di quelle che scaldano, e fanno venire voglia di scrivere lettere, comprare vecchi libri, mandare arance secche a Londra.

  1. La casa dei libri – Penelope Fitzgerald

C’è una giovane donna, Florence Green, che decide di aprire una libreria in un paesino inglese sul mare. Siamo nel 1959, il villaggio si chiama Hardborough, e i libri sembrano l’ultima delle priorità dei suoi abitanti.

È un romanzo breve, ironico e malinconico, sulla tenacia di chi crede nei libri anche quando sembrano fuori posto. E sul coraggio di aprire una libreria quando il mondo intorno sembra fatto di altro.

Fitzgerald scrive con garbo ma non con indulgenza. C’è ironia, disincanto, ma anche una forma di rispetto per chi fa della lettura una scelta quotidiana, silenziosa, non sempre premiata.

  1. Il libraio di Kabul – Åsne Seierstad

Il libraio di Kabul – Åsne Seierstad

Il libraio di Kabul – Åsne Seierstad

Qui si cambia tono. È un libro reportage scritto da una giornalista norvegese che ha vissuto per mesi a casa di un libraio afghano dopo la caduta dei talebani.

Un ritratto intenso di una figura quasi eroica: un uomo che ha rischiato la vita per conservare libri, nasconderli, proteggerli. Ma anche un uomo complesso, non sempre simpatico, autoritario in famiglia, contraddittorio. Perché l’amore per i libri non ci rende necessariamente migliori — ma spesso più umani.

Un libro che ci ricorda che altrove leggere non è scontato. È un atto di resistenza.

  1. La libreria – Jorge Carrión

Un saggio letterario pieno di deviazioni, viaggi, citazioni. Carrión ci porta in giro per il mondo, raccontandoci le librerie come luoghi dell’anima, spazi che riflettono le città in cui sorgono, i tempi in cui resistono o soccombono.

È anche un atlante sentimentale: Parigi, Buenos Aires, Tokyo, Madrid, Londra. Ma più di tutto, è un libro su cosa significhi camminare tra gli scaffali e sentire che ogni copertina è una soglia, ogni titolo un invito.

Da leggere lentamente, magari con una matita in mano e Google Maps aperto per segnarsi i luoghi.

  1. L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafón

«Ogni libro, ogni tomo che vedi, ha un’anima. L’anima di chi l’ha scritto, di chi l’ha letto, di chi l’ha vissuto e sognato.»

 L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafón

L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafón

Un romanzo che è quasi un manifesto per chi ama i libri “con la pelle d’oca”. Dentro c’è un giovane protagonista che scopre un libro misterioso, una Barcellona piena di ombre e memorie, e un luogo mitico: il Cimitero dei Libri Dimenticati.

È un libro che ha fatto innamorare milioni di lettori non solo della storia, ma della stessa idea che i libri ci trovino, che vengano a cercarci.

Zafón scrive per chi cerca nei libri il brivido, la bellezza, il destino.

Piccoli extra

Citazione da portare in tasca:

“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.” — Virginia Woolf

Il consiglio ciliegia di questa settimana: Se capitate in una libreria indipendente, chiedete alla libraia o al libraio: qual è il libro che vi ha fatto innamorare dei libri? Spesso è da lì che comincia una bella conversazione.

In chiusura

C’è qualcosa di profondamente consolante nei libri che parlano di libri. Perché parlano di noi, di questa piccola tribù di lettori che si riconosce da come tocca le copertine, da come annusa le pagine, da come sottolinea con la matita.

E leggere chi legge, in fondo, ci fa sentire meno strani. E più a casa.

Sono cresciuto in una casa piena di libri. Sarà per questo che adoro le biblioteche ma soprattutto le librerie, girare fra gli scaffali e i ripiani pieni di libri, sfogliarli, respirarli.
Sono figlio di due ex camperisti con la passione per i viaggi. Sarà per questo che ho scelto una professione che mi portasse a girare, incontrare persone di paesi diversi, conoscerne le tradizioni, la cultura.

La curiosità stimolata dai viaggi e dalle letture ha aiutato. L'essere curioso mi porta ad informarmi sulle novità, a trovare strade diverse per fare le cose e a capire, anche per sommi capi, come funzionano le cose. Fare le cose come le abbiamo sempre fatte non fa per me.

Sono un convinto sostenitore dell'apprendimento continuo, credo sia qualcosa per cui tutti dovremmo trovare del tempo e leggere libri aiuta ad allargare i propri orizzonti, ricaricarsi e rifocalizzarsi, dare nuovo impulso alle proprie. Leggere mi rilassa, mi rende "pieno", mi fa "viaggiare con la mente".

A gennaio 2022 ho aperto un gruppo su LinkedIn, Il Club del Libro. Ho scoperto che il libro è uno strumento potentissimo di condivisione, di socialità, e sapere che un mio commento o una mia recensione faccia sì che un libro venga letto, ancor più se da una persona che da un po' non leggeva, mi da una scarica di felicità (altro che dopamina) che non ha paragoni.

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